Menabò n. 181/2022

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La proposta di Raccomandazione sul reddito minimo della Commissione Europea

Chiara Saraceno commenta la proposta di Raccomandazione della Commissione europea sulla necessità che ogni paese membro garantisca a chi si trova in povertà l’accesso a beni e servizi abilitanti e a un reddito minimo. Saraceno sottolinea che nella proposta la distinzione tra chi è occupabile e chi non lo è non rileva per l’accesso al reddito, ma solo per la necessità di assicurare ai primi sostegni e servizi formativi che ne favoriscano l’occupabilità e l’accesso a buoni lavori. La raccomandazione sembra in contrasto con i propositi del nuovo governo italiano.
Chiara Saraceno commenta la proposta di Raccomandazione della Commissione europea sulla necessità che ogni paese membro garantisca a chi si trova in povertà l’accesso a beni e servizi abilitanti e a un reddito minimo. Saraceno sottolinea che nella proposta la distinzione tra chi è occupabile e chi non lo è non rileva per l’accesso al reddito, ma solo per la necessità di assicurare ai primi sostegni e servizi formativi che ne favoriscano l’occupabilità e l’accesso a buoni lavori. La raccomandazione sembra in contrasto con i propositi del nuovo governo italiano.
Sergio De Nardis sostiene, sulla base dei risultati di un recente studio, che in Italia, la supposta rigidità del lavoro non ha ostacolato l’aggiustamento strutturale, neanche prima del Jobs act. L’evidenza di un intenso rimescolamento dei posti, comparabile a quello delle economie più flessibili, è complementare a quella di efficienza allocativa e (moderato) cleansing effect nel periodo successivo alla crisi finanziaria.. L’autore suggerisce che la lunga stagnazione della domanda aggregata può aver ostacolato il miglioramento dell’efficienza allocativa.
Sergio De Nardis sostiene, sulla base dei risultati di un recente studio, che in Italia, la supposta rigidità del lavoro non ha ostacolato l’aggiustamento strutturale, neanche prima del Jobs act. L’evidenza di un intenso rimescolamento dei posti, comparabile a quello delle economie più flessibili, è complementare a quella di efficienza allocativa e (moderato) cleansing effect nel periodo successivo alla crisi finanziaria.. L’autore suggerisce che la lunga stagnazione della domanda aggregata può aver ostacolato il miglioramento dell’efficienza allocativa.
Leonello Tronti si occupa di quota del lavoro e relazioni industriali sostenendo, anzitutto, che i problemi statistici posti dalla costruzione della quota del lavoro nel reddito dipendono sia dalle norme che regolano il lavoro autonomo e dipendente (nel caso della labour share) sia dalle istituzioni che presiedono alla contrattazione collettiva (nel caso della wage share). Tronti sostiene, poi, che queste ultime portano alla stagnazione dei salari reali, della produttività e dell’economia, che solo in parte si riflette sulla quota del lavoro.
Leonello Tronti si occupa di quota del lavoro e relazioni industriali sostenendo, anzitutto, che i problemi statistici posti dalla costruzione della quota del lavoro nel reddito dipendono sia dalle norme che regolano il lavoro autonomo e dipendente (nel caso della labour share) sia dalle istituzioni che presiedono alla contrattazione collettiva (nel caso della wage share). Tronti sostiene, poi, che queste ultime portano alla stagnazione dei salari reali, della produttività e dell’economia, che solo in parte si riflette sulla quota del lavoro.
Matteo Jessoula ritiene che il governo della destra preluda più che a uno “scivolamento antidemocratico” a un approfondimento delle fratture sociali che caratterizzano il nostro paese. L’impianto dell’agenda di politica sociale e del lavoro del nuovo governo è sostanzialmente neoliberista - pur con alcune innovazioni nelle politiche famigliari – e non aggredisce povertà e precarietà lavorativa. Riuscirà la Sinistra, per contrasto, a costruire quella proposta politica alternativa e progressista che è mancata nell’ultimo quindicennio?
Matteo Jessoula ritiene che il governo della destra preluda più che a uno “scivolamento antidemocratico” a un approfondimento delle fratture sociali che caratterizzano il nostro paese. L’impianto dell’agenda di politica sociale e del lavoro del nuovo governo è sostanzialmente neoliberista - pur con alcune innovazioni nelle politiche famigliari – e non aggredisce povertà e precarietà lavorativa. Riuscirà la Sinistra, per contrasto, a costruire quella proposta politica alternativa e progressista che è mancata nell’ultimo quindicennio?

FOCUS

Lisa Magnani si occupa del capitale normalmente chiamato immateriale o intangibile, che sta assumendo un’importanza sempre maggiore nei sistemi economici contemporanei. Dopo aver ricordato le difficoltà che sorgono a definire con precisione il capitale immateriale e la varietà di forme che esso può assumere, Magnani richiama le principali conoscenze di cui disponiamo sugli effetti che questo capitale ha sulla produttività, sui profitti, sul finanziamento degli investimenti e sulle disuguaglianze nonché i suoi rapporti con le dinamiche della concorrenza nei mercati.

FOCUS

Francesco Sinopoli discute la riforma del “pre-ruolo” universitario e in particolare l’introduzione del contratto di ricerca in sostituzione dell’assegno di ricerca, anche alla luce delle esperienze della FLC della CGIL. Per Sinopoli, la nuova forma contrattuale può diventare uno strumento per invertire la lunga deriva neoliberista negli atenei caratterizzata per lunghi anni – e prima dei recenti Piani Straordinari – da tagli di risorse e aumento del precariato, accompagnandola con mobilitazioni su risorse, ulteriori norme e un deciso allargamento degli organici.

FOCUS

Anna Bottasso, Massimiliano Bratti Gabriele Cardullo, Maurizio Conti e Giovanni Sulis esaminano gli effetti della Riforma Fornero del 2012 che ha ridotto i costi di licenziamento per i lavoratori a tempo indeterminato e reso più costoso l’utilizzo di quelli a termine. Gli autori trovano che la riforma ha avuto un impatto negativo sui lavoratori poco qualificati (meno assunzioni a termine e più licenziamenti tra i titolari di contratto a tempo indeterminato) mentre non emergono effetti positivi sulle assunzioni a tempo indeterminato.

CONTRAPPUNTI

Enrico D’Elia riflette sulla bozza di Regolamento sul mercato dell’energia che la Commissione Europea ha elaborato nelle scorse settimane. Secondo D’Elia tale bozza si spinge verso l’adozione di strumenti di controllo dei prezzi e dei mercati che non sono mai stati utilizzati in precedenza e sostiene che se un approccio simile fosse stati adottato in riferimento al mercato dei titoli pubblici forse sarebbe stata evitata la crisi dei debiti sovrani e molte delle sue conseguenze.

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