Menabò n. 195/2023

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Migranti: Accoglierli o respingerli?

Giorgio Rodano scrive che il declino della popolazione attiva in Italia impone, per sostenere l’economia e il bilancio pubblico, un cambiamento delle politiche nei confronti dei flussi migratori, che non vanno ostacolati ma incentivati. Per evitare che la loro dinamica divenga incontrollabile (una conseguenza del Todaro Paradox), le politiche devono gestire direttamente il trasporto dei migranti (sottraendolo all’economia criminale) e associarlo, col contributo dell’UE, a istituti di accoglienza e formazione efficienti e mirati.
Giorgio Rodano scrive che il declino della popolazione attiva in Italia impone, per sostenere l’economia e il bilancio pubblico, un cambiamento delle politiche nei confronti dei flussi migratori, che non vanno ostacolati ma incentivati. Per evitare che la loro dinamica divenga incontrollabile (una conseguenza del Todaro Paradox), le politiche devono gestire direttamente il trasporto dei migranti (sottraendolo all’economia criminale) e associarlo, col contributo dell’UE, a istituti di accoglienza e formazione efficienti e mirati.
Magdalena Nogueira Guastavino nella seconda parte del suo articolo sulla riforma del mercato del lavoro in Spagna presenta alcuni dati sugli effetti della riforma. I contratti temporanei sono molto diminuiti, ma non nel settore pubblico; sono invece cresciuti quelli a tempo indeterminato e l’occupazione totale. Un fenomeno rilevante è la trasformazione dei contratti temporanei in contratti discontinui a tempo indeterminato che getta qualche ombra sull’efficacia della riforma, la quale potrà essere oggetto di revisione anche in base agli ulteriori dati che si renderanno disponibili.
Magdalena Nogueira Guastavino nella seconda parte del suo articolo sulla riforma del mercato del lavoro in Spagna presenta alcuni dati sugli effetti della riforma. I contratti temporanei sono molto diminuiti, ma non nel settore pubblico; sono invece cresciuti quelli a tempo indeterminato e l’occupazione totale. Un fenomeno rilevante è la trasformazione dei contratti temporanei in contratti discontinui a tempo indeterminato che getta qualche ombra sull’efficacia della riforma, la quale potrà essere oggetto di revisione anche in base agli ulteriori dati che si renderanno disponibili.
Gaetano Proto individua un difetto nell’Assegno d’Inclusione (AdI) come disegnato dal D.L. 48 2023: non è prevista una vera scala di equivalenza, ma la somma di parametri valorizzati per i soli soggetti ritenuti dal legislatore meritevoli di tutela. Una scala è necessaria per stabilire il diritto al sostegno confrontando il reddito del nucleo con il reddito minimo garantito dall’AdI. L’autore propone un meccanismo che garantirebbe ai nuclei già percettori del Reddito di Cittadinanza che includono soggetti meritevoli di tutela ai fini AdI di continuare a percepire un sostegno.
Gaetano Proto individua un difetto nell’Assegno d’Inclusione (AdI) come disegnato dal D.L. 48 2023: non è prevista una vera scala di equivalenza, ma la somma di parametri valorizzati per i soli soggetti ritenuti dal legislatore meritevoli di tutela. Una scala è necessaria per stabilire il diritto al sostegno confrontando il reddito del nucleo con il reddito minimo garantito dall’AdI. L’autore propone un meccanismo che garantirebbe ai nuclei già percettori del Reddito di Cittadinanza che includono soggetti meritevoli di tutela ai fini AdI di continuare a percepire un sostegno.
Amandine Crespy e Mario Munta intervengono sulla transizione ecologica giusta in Europa. Dopo aver ricordato che per promuovere la dimensione sociale del Green Deal sono stati creati due Fondi, il Fondo per la Transizione Giusta e il Fondo Sociale per il Clima, dei quali illustrano i tratti principali, i due autori sostengono che l’ostacolo principale proviene dalla fiducia che si nutre in Europa sulla possibilità di realizzare una crescita verde, cioè di conseguire l’aumento del PIL disaccoppiandolo dalle emissioni di gas serra.
Amandine Crespy e Mario Munta intervengono sulla transizione ecologica giusta in Europa. Dopo aver ricordato che per promuovere la dimensione sociale del Green Deal sono stati creati due Fondi, il Fondo per la Transizione Giusta e il Fondo Sociale per il Clima, dei quali illustrano i tratti principali, i due autori sostengono che l’ostacolo principale proviene dalla fiducia che si nutre in Europa sulla possibilità di realizzare una crescita verde, cioè di conseguire l’aumento del PIL disaccoppiandolo dalle emissioni di gas serra.

FOCUS

Paolo Paesani parte dall’analisi delle recenti tendenze inflazionistiche in Italia e in Europa per riflettere sul nesso tra inflazione e speculazione. Prendendo spunto da un recente volume di Alessandro Volpi dedicato a questo tema, Paesani esamina il legame tra sviluppo dei mercati finanziari e speculazione, come si è venuto configurando dalla metà del XIX secolo ai nostri giorni, e le difficoltà che impedisocno di giungere a regolamentare questo legame nell’interesse comune.

FOCUS

Domenico Delli Gatti sintetizza e commenta la Lectio Magistralis tenuta da Stiglitz nell’ambito del convegno “80 years of Joseph Stiglitz”, in Università Cattolica. Stiglitz ha condiviso una riflessione di ampio respiro, che sfrutta al meglio l’apparato concettuale degli economisti per fare incursioni anche nell’ambito della filosofia morale e della scienza politica. Stiglitz ha delineato i contorni di un capitalismo progressivo, compatibile con una società buona, capace di garantire libertà e opportunità a tutti e di evitare i rischi connessi al cambiamento climatico in atto.

FOCUS

Paolo Carnazza e Attilio Pasetto analizzano il ruolo della politica industriale in Italia e si soffermano su una serie di fattori di debolezza che hanno accompagnato i vari interventi a sostegno del sistema produttivo nel periodo più recente, ma non solo. Il contributo si sofferma sulla mancanza di una visione di medio-lungo periodo da parte della classe dirigente e, in particolare, della classe politica, incapace di guardare oltre gli orizzonti elettorali di brevissimo periodo e, quindi, non in grado di elaborare un Progetto - Paese condiviso.

CONTRAPPUNTI

Maurizio Franzini e Michele Raitano cercano di fare il punto sui NEET, cioè sui giovani non occupati e non impegnati in percorsi di studio e di formazione, dopo la pubblicazione dei dati che collocano nuovamente l’Italia in fondo alla classifica dei paesi europei. In particolare i due autori mostrano i limiti delle due opposte narrative prevalenti sui NEET: quella che si tratti di ‘bamboccioni’ e quella che limita ad essi l’area del disagio giovanile. Inoltre, sostengono che l’elevatissimo dato per l’Italia si spiega con il combinarsi, nella definizione di NEET, di una varietà di problemi, ben noti, del nostro sistema economico.

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