Menabò n. 196/2023

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Attuare i diritti sociali: l’offerta pubblica non è un “optional”

Elena Granaglia discute la tesi, molto diffusa, secondo cui il welfare oggi avrebbe molto da guadagnare da un’estensione della produzione privata dei servizi sociali. Focalizzando la propria attenzione sul welfare aziendale e sui Social Impact Bonds, Granaglia sottolinea i rischi di una tensione con i diritti sociali di cittadinanza, e indica le ragioni che rendono persistente la necessità dell’offerta pubblica, ancorché in configurazioni radicalmente diverse da quelle oggi predominanti.
Elena Granaglia discute la tesi, molto diffusa, secondo cui il welfare oggi avrebbe molto da guadagnare da un’estensione della produzione privata dei servizi sociali. Focalizzando la propria attenzione sul welfare aziendale e sui Social Impact Bonds, Granaglia sottolinea i rischi di una tensione con i diritti sociali di cittadinanza, e indica le ragioni che rendono persistente la necessità dell’offerta pubblica, ancorché in configurazioni radicalmente diverse da quelle oggi predominanti.
Maurizio Franzini riflette sul tema dell’avidità e dei suoi effetti, partendo dalla notissima affermazione ‘greed is good’. Franzini, richiamando anche alcuni studi recenti, considera la possibilità che l’avidità sia ‘brutta e cattiva’ (bad and ugly) e, dopo aver cercato di darne una definizione analitica, enuncia alcune conclusioni (provvisorie) tra cui quella che nel contesto istituzionale contemporaneo e date le caratteristiche di molte transazioni, l’avidità è facilmente ‘brutta e cattiva’.
Maurizio Franzini riflette sul tema dell’avidità e dei suoi effetti, partendo dalla notissima affermazione ‘greed is good’. Franzini, richiamando anche alcuni studi recenti, considera la possibilità che l’avidità sia ‘brutta e cattiva’ (bad and ugly) e, dopo aver cercato di darne una definizione analitica, enuncia alcune conclusioni (provvisorie) tra cui quella che nel contesto istituzionale contemporaneo e date le caratteristiche di molte transazioni, l’avidità è facilmente ‘brutta e cattiva’.
Gaetano Proto colloca nell’orizzonte europeo l’abolizione del reddito minimo in Italia disposta dal D.L. 48 2023. Dopo aver ricordato che negli ultimi mesi in Europa sono intervenute su questo tema sia una raccomandazione del Consiglio sia una risoluzione del Parlamento, Proto sostiene che, a livello di principi e del disegno delle politiche, il D.L. 48 2023 si muove in direzione opposta. Ad essere disattesi sono soprattutto i principi di universalità del reddito minimo e di sua complementarietà e non sostituibilità rispetto ad altre misure di sostegno.
Gaetano Proto colloca nell’orizzonte europeo l’abolizione del reddito minimo in Italia disposta dal D.L. 48 2023. Dopo aver ricordato che negli ultimi mesi in Europa sono intervenute su questo tema sia una raccomandazione del Consiglio sia una risoluzione del Parlamento, Proto sostiene che, a livello di principi e del disegno delle politiche, il D.L. 48 2023 si muove in direzione opposta. Ad essere disattesi sono soprattutto i principi di universalità del reddito minimo e di sua complementarietà e non sostituibilità rispetto ad altre misure di sostegno.
Mike Hemsley fa il punto sulla situazione e le prospettive della cosiddetta transizione verde in Europa. Dopo aver brevemente ricordato quali sono le principali politiche europee in questo ambito, Hemsley sostiene che la questione principale è quella di risolvere l’incertezza che grava sui finanziamenti necessari al rinnovamento dell’industria europea che è collegata alla capacità di realizzare un mercato di massa per le energie rinnovabili, i veicoli elettrici e l’idrogeno.
Mike Hemsley fa il punto sulla situazione e le prospettive della cosiddetta transizione verde in Europa. Dopo aver brevemente ricordato quali sono le principali politiche europee in questo ambito, Hemsley sostiene che la questione principale è quella di risolvere l’incertezza che grava sui finanziamenti necessari al rinnovamento dell’industria europea che è collegata alla capacità di realizzare un mercato di massa per le energie rinnovabili, i veicoli elettrici e l’idrogeno.

FOCUS

Annalisa Cicerchia sintetizza i principali contenuti del sesto Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (BES) nella città metropolitana di Roma, che presenta 138 indicatori a scala cittadina e fa riferimento a 12 dimensioni fondamentali, dalla Salute all’Istruzione e formazione, dal Lavoro e conciliazione all’Ambiente e così via. Cicerchia sottolinea che si tratta di un cruscotto imponente di dati che descrivono una situazione caratterizzata sia da luci che da ombre e invita gli amministratori della Capitale a concentrare la loro attenzione su queste ultime.

FOCUS

Luigi Di Cataldo si pone alcune domande in relazione alla decisione di Uber Eats di chiudere a partire dal 15 luglio il servizio di delivery in Italia. Cosa succederà ai rider? Quali potrebbero essere le loro transizioni occupazionali? Quali fattori possono influenzare la loro capacità di intraprenderle? Le risposte di Di Cataldo a questi interrogativi sono basate sulle evidenze emerse da una prima ricerca da lui condotta sulle transizioni occupazionali all’interno del food delivery.

FOCUS

Franco Bonomi Bezzo e Anne-Marie Jeannet intervengono sull’influenza che le condizioni di disagio economico possono avere sul coinvolgimento civico delle comunità. Dopo aver ricordato le posizioni prevalenti nelle letteratura, basandosi sui risultati di una indagine da loro condotta i due autori sostengono che gli effetti possono essere di diversa natura, non necessariamente di scoraggiamento e per questo è possibile lavorare per creare ambienti inclusivi che promuovano la cittadinanza attiva e lo sviluppo della comunità.

CONTRAPPUNTI

Daniele Canè, Umberto Galmarini e Leonzio Rizzo intervengono sulla proposta del governo, contenuta nella recente delega fiscale, di concordato biennale preventivo e sostengono che l'unica strada che renderebbe conveniente il concordato per lo stato e per i cittadini è quella di una sorta di “patto con gli evasori”, concedendo loro di continuare ad evadere, ma un po’ meno rispetto a prima. Un’alternativa, compatibile con una realistica riduzione della pressione fiscale, è potenziare i controlli, utilizzando le banche dati disponibili e la relativa tecnologia digitale.

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