Menabò n. 241/2025

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Maurizio Franzini prendendo spunto dal termine ‘autoregalocrazia’, proposto su Le Monde da Guillemette Faure per rappresentare eventi come il recente matrimonio di Bezos a Venezia, si chiede se si possa parlare di un capitalismo dell’autoregalocrazia alimentato dall’ostentazione dei super ricchi e dal consumo di status dei molto ricchi, che tra le sue caratteristiche potrebbe avere quella (non tranquillizzante) di rendere le disuguaglianze estreme favorevoli alla crescita e, dunque, molto più difficilmente contrastabili.
Maurizio Franzini prendendo spunto dal termine ‘autoregalocrazia’, proposto su Le Monde da Guillemette Faure per rappresentare eventi come il recente matrimonio di Bezos a Venezia, si chiede se si possa parlare di un capitalismo dell’autoregalocrazia alimentato dall’ostentazione dei super ricchi e dal consumo di status dei molto ricchi, che tra le sue caratteristiche potrebbe avere quella (non tranquillizzante) di rendere le disuguaglianze estreme favorevoli alla crescita e, dunque, molto più difficilmente contrastabili.
Innocenzo Cipolletta e Sergio De Nardis, dopo la recente revisione dei Conti nazionali, sostengono che tali revisioni tendono a essere unidirezionali, con effetti cumulativi al rialzo che, nel tempo, modificano la rappresentazione statistica del Paese. I due autori indicano come contrastare la tendenziale sottostima e le distorsioni interpretative che ne derivano e argomentano come i dati definitivi portino a ridimensionare le diagnosi che l’Italia sia in declino, mentre invece appare nel solco delle maggiori economie europee.
Innocenzo Cipolletta e Sergio De Nardis, dopo la recente revisione dei Conti nazionali, sostengono che tali revisioni tendono a essere unidirezionali, con effetti cumulativi al rialzo che, nel tempo, modificano la rappresentazione statistica del Paese. I due autori indicano come contrastare la tendenziale sottostima e le distorsioni interpretative che ne derivano e argomentano come i dati definitivi portino a ridimensionare le diagnosi che l’Italia sia in declino, mentre invece appare nel solco delle maggiori economie europee.
Philip Heimberger ricostruisce gli aspetti essenziali delle nuove regole fiscali dell'UE e, tra i vari aspetti problematici, si sofferma sulle difficoltà che si delineano per finanziare la transizione verde e quella digitale. Al riguardo indica tre opzioni per creare uno spazio fiscale adeguato: la modifica delle ipotesi tecniche alla base delle nuove regole fiscali; l’incremento del cofinanziamento nazionale e l’introduzione di un Fondo di investimento dell'UE per il clima e la digitalizzazione.
Philip Heimberger ricostruisce gli aspetti essenziali delle nuove regole fiscali dell'UE e, tra i vari aspetti problematici, si sofferma sulle difficoltà che si delineano per finanziare la transizione verde e quella digitale. Al riguardo indica tre opzioni per creare uno spazio fiscale adeguato: la modifica delle ipotesi tecniche alla base delle nuove regole fiscali; l’incremento del cofinanziamento nazionale e l’introduzione di un Fondo di investimento dell'UE per il clima e la digitalizzazione.
Alessandro Colombo illustra la tesi che quella attuale non è già più, ormai, l’epoca della crisi dell’ordine internazionale liberale, bensì l’epoca della sua fine. Che significa, tanto per cominciare, fine dell’ordine come tale, con tutto ciò che comporta sempre la fine di un ordine internazionale: la crisi del controllo, la tendenza alla militarizzazione, il collasso delle regole. E, in più, significa ripiegamento del contenuto liberale di quell’ordine, che si manifesta tra le altre cose nella crisi del multilateralismo e nello smontaggio della globalizzazione.
Alessandro Colombo illustra la tesi che quella attuale non è già più, ormai, l’epoca della crisi dell’ordine internazionale liberale, bensì l’epoca della sua fine. Che significa, tanto per cominciare, fine dell’ordine come tale, con tutto ciò che comporta sempre la fine di un ordine internazionale: la crisi del controllo, la tendenza alla militarizzazione, il collasso delle regole. E, in più, significa ripiegamento del contenuto liberale di quell’ordine, che si manifesta tra le altre cose nella crisi del multilateralismo e nello smontaggio della globalizzazione.

FOCUS

Emiliano Mandrone dopo aver ricordato che quando si affronta il difficile compito di misurare le conoscenze, le competenze, le abilità o l’alfabetismo degli italiani i risultati sono modesti, presenta i risultati della rilevazione sperimentale Iris dell’Inapp in cui si sono messe a confronto le posizioni politiche con i livelli di conoscenze. La bassa qualità del capitale umano contrasta con la sua crescita formale e preoccupa, considerando non solo le sfide poste dalle transizioni in atto ma anche le possibili ricadute sul funzionamento delle istituzioni.

FOCUS

Stefano Squarzoni dopo aver ricordato che l’Italia soffre di una carenza di “cervelli” per il basso numero di iscritti all’università e per l’alto numero di laureati che fuggono all’estero presenta i risultati di un’indagine che ha coinvolto gli studenti di Economia dell’Università di Bologna che invitano a riflettere su alcuni aspetti, poco discussi in letteratura e spesso oggetto di ambigui luoghi comuni, che potrebbero essere rilevanti per spiegare il potenziale declino del sistema universitario nazionale.

FOCUS

Mikhail Maslennikov illustra i punti salienti emersi da un recente convegno, organizzato a Roma da Oxfam Italia, sulla tassazione della ricchezza. Il convegno ha permesso di fare il punto sulle potenzialità di imposte selettive sulla ricchezza posseduta e trasferita - valutandone i profili di equità ed efficienza ed esaminando le possibili opzioni di design, i presidi anti-abuso e le implicazioni amministrative – nonché sulle prospettive di tassazione dei high-net-worth individuals nel contesto europeo e internazionale.

FOCUS

Mario Pianta interviene sui profondi cambiamenti che le decisioni del governo stanno introducendo nel sistema universitario e che preludono, tra l’altro, a un ridimensionamento dell’università e della ricerca pubblica, a un peggioramento del lavoro precario e a un rafforzamento del potere accademico, con ovvie conseguenze negative, a iniziare da quella di incentivare la fuga dei cervelli. Pianta richiama le prese di posizione contrarie, in particolare quelle della Società Italiana di Economia, e invita ad aprire un serio dibattito sul tema.

CONTRAPPUNTI

Enrico D’Elia convinto che le buone idee possano accompagnarsi a cattive intenzioni riflette su una recente pubblicazione del think tank Bruegel che propone di dare soluzione al problema del finanziamento del riarmo europeo ricorrendo a un contributo che i paesi che spendono troppo poco in armamenti dovrebbero versare all’UE. La buona idea, secondo D’Elia, sarebbe quella di adottare questo approccio con lo scopo non di finanziare il riarmo ma di migliorare la composizione della spesa e delle entrate pubbliche dei paesi membri.

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