Menabò n. 246/2025

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Salvatore Morelli presenta i risultati dello studio "The Influence of Inheritances on Wealth Inequality in Rich Countries", che stima l’influenza che lasciti ereditari di diverse dimensioni hanno sulla disuguaglianza di ricchezza complessiva identificando anche le soglie oltre le quali l’eredità aggrava la disuguaglianza. Questa analisi si inserisce nel dibattito sul segno degli effetti che le eredità hanno sulla disuguaglianza, la cui rilevanza è provata dal fatto che in Europa e Usa i trasferimenti di ricchezza crescono, mentre la loro tassazione si è alleggerita.
Salvatore Morelli presenta i risultati dello studio "The Influence of Inheritances on Wealth Inequality in Rich Countries", che stima l’influenza che lasciti ereditari di diverse dimensioni hanno sulla disuguaglianza di ricchezza complessiva identificando anche le soglie oltre le quali l’eredità aggrava la disuguaglianza. Questa analisi si inserisce nel dibattito sul segno degli effetti che le eredità hanno sulla disuguaglianza, la cui rilevanza è provata dal fatto che in Europa e Usa i trasferimenti di ricchezza crescono, mentre la loro tassazione si è alleggerita.
Gianfranco Viesti ritiene che la proposta per il bilancio UE 2028-2034 presentata il 15 luglio faccia arretrare il processo di integrazione. Essa, infatti, prevede la revisione, in senso negativo di importanti politiche e, in particolare, la scomparsa di quella di coesione, come finora attuata, per sostituirla (riducendo le risorse) con finanziamenti ai singoli paesi programmati dagli esecutivi nazionali, in modo simile al “modello PNRR” del Next Generation EU; un radicale cambiamento che può avere, soprattutto in Italia, effetti assai problematici.
Gianfranco Viesti ritiene che la proposta per il bilancio UE 2028-2034 presentata il 15 luglio faccia arretrare il processo di integrazione. Essa, infatti, prevede la revisione, in senso negativo di importanti politiche e, in particolare, la scomparsa di quella di coesione, come finora attuata, per sostituirla (riducendo le risorse) con finanziamenti ai singoli paesi programmati dagli esecutivi nazionali, in modo simile al “modello PNRR” del Next Generation EU; un radicale cambiamento che può avere, soprattutto in Italia, effetti assai problematici.
Stefano Giubboni sostiene che la direttiva (UE) 2024/1760, che impone obblighi vincolanti in materia di diritti umani e ambiente, rappresenta il più avanzato tentativo di regolamentare i doveri di diligenza delle grandi imprese nelle catene globali di valore ai fini della sostenibilità. Pur con i suoi limiti, essa segna il passaggio dalla responsabilità sociale volontaria a una disciplina giuridica pubblica. Ma la proposta di revisione COM(2025)81, che mira a ridurre tali obblighi, rischia di indebolire le innovazioni in tema di responsabilità civile.
Stefano Giubboni sostiene che la direttiva (UE) 2024/1760, che impone obblighi vincolanti in materia di diritti umani e ambiente, rappresenta il più avanzato tentativo di regolamentare i doveri di diligenza delle grandi imprese nelle catene globali di valore ai fini della sostenibilità. Pur con i suoi limiti, essa segna il passaggio dalla responsabilità sociale volontaria a una disciplina giuridica pubblica. Ma la proposta di revisione COM(2025)81, che mira a ridurre tali obblighi, rischia di indebolire le innovazioni in tema di responsabilità civile.
Elena Granaglia si occupa dell’importante contributo per rafforzare il Servizio sanitario nazionale che Rosy Bindi ci offre nel suo recente libro Una sanità uguale per tutti. Perché la salute è un diritto (Solferino, 2025). Granaglia sostiene che Bindi, con linguaggio chiaro e accessibile, smonta passo a passo la tesi che va sempre più diffondendosi circa l’insostenibilità economica del Servizio sanitario e, inoltre, avanza diverse concrete proposte per rilanciare la sanità pubblica.
Elena Granaglia si occupa dell’importante contributo per rafforzare il Servizio sanitario nazionale che Rosy Bindi ci offre nel suo recente libro Una sanità uguale per tutti. Perché la salute è un diritto (Solferino, 2025). Granaglia sostiene che Bindi, con linguaggio chiaro e accessibile, smonta passo a passo la tesi che va sempre più diffondendosi circa l’insostenibilità economica del Servizio sanitario e, inoltre, avanza diverse concrete proposte per rilanciare la sanità pubblica.

FOCUS

Matteo Motterlini osserva che la procrastinazione di interventi di contrasto del cambiamento climatico nasce da bias cognitivi e da tassi di sconto elevati che svalutano la vita di domani, e portano a violare la giustizia climatica che richiede di tutelare le generazioni future e i più vulnerabili. Inoltre, i costi dell’inazione, secondo molte stime, sono superiori a quelli della transizione ecologica. Uscire dalla procrastinazione richiede cooperazione, fiducia nella scienza e regole condivise. Non agire non è neutralità: è una scelta costosa e ingiusta.

FOCUS

Nunzia De Capite sintetizza i principali contenuti del Rapporto Caritas Italiana 2025 che analizza gli effetti della sostituzione del Reddito di Cittadinanza con l’Assegno di Inclusione e il Supporto Formazione Lavoro. Si sono ridotte platea dei beneficiari e efficacia nel contrasto alla povertà e sono forte aumentate le richieste di aiuto alle Caritas, con un ritorno ai bisogni primari. Il Rapporto sottolinea che solo una misura universale, di facile accesso e integrata con i servizi sociali e le politiche del lavoro, può dare dignità e sicurezza a chi vive in povertà.

FOCUS

Henning Meyer richiama l’attenzione sulla preoccupante evoluzione del capitalismo digitale verso quello che chiama il "capitalismo della pillola blu", con riferimento al film Matrix, in cui la pillola blu consentiva di coltivare illusioni sottraendosi alla realtà. Secondo Meyer il capitalismo digitale non si limita a raccogliere dati ma crea fantasie che fanno della solitudine un’occasione di profitto, generando circoli viziosi che vanno contrastati per evitare che le tecnologie servano non a migliorare il benessere delle persone ma a sfruttare le loro fragilità.

CONTRAPPUNTI

Paolo Maranzano e Roberto Antonio Romano nella seconda parte del loro articolo criticano il piano ReArm Europe/Readiness 2030, evidenziando come la frammentazione industriale e la dipendenza dagli Stati Uniti riducano l’impatto economico del riarmo. Secondo gli autori la crescente finanziarizzazione della politica industriale rischia di deviare il risparmio privato verso la difesa, erodendo il modello sociale europeo. L’Europa deve scegliere tra subalternità militare-finanziaria e rilancio civile fondato su occupazione, coesione e transizioni sostenibili.

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