Menabò n. 248/2025

IN QUESTO NUMERO

Roberto Tamborini si ricollega alla tesi sostenuta da Matteo Motterlini sul Menabò, secondo cui il consenso per le politiche ambientali è ostacolato dalla tendenza psicologica a "svalutare il futuro", che porta a preferire lo status quo del presente, e sostiene che la "strategia della paura" per il futuro del pianeta è sbagliata. Occorre, invece, capovolgere la prospettiva: prepariamo un mondo migliore per i nostri nipoti; il costo del cambiamento oggi è un investimento che darà i suoi frutti nel tempo.
Roberto Tamborini si ricollega alla tesi sostenuta da Matteo Motterlini sul Menabò, secondo cui il consenso per le politiche ambientali è ostacolato dalla tendenza psicologica a "svalutare il futuro", che porta a preferire lo status quo del presente, e sostiene che la "strategia della paura" per il futuro del pianeta è sbagliata. Occorre, invece, capovolgere la prospettiva: prepariamo un mondo migliore per i nostri nipoti; il costo del cambiamento oggi è un investimento che darà i suoi frutti nel tempo.
Emanuele Felice partendo dall’assunto che più crescono le forze dell’economia e della tecnologia, più è importante che queste siano governate da una politica democratica e dall’etica dei diritti si pone alcune domande: in che modo oggi possiamo trasformare il capitalismo, per ridurre le disuguaglianze, salvaguardare l’ambiente, promuovere la diffusione dell’innovazione e la cooperazione internazionale? E quale politica è in grado di raccogliere queste impegnative sfide?
Emanuele Felice partendo dall’assunto che più crescono le forze dell’economia e della tecnologia, più è importante che queste siano governate da una politica democratica e dall’etica dei diritti si pone alcune domande: in che modo oggi possiamo trasformare il capitalismo, per ridurre le disuguaglianze, salvaguardare l’ambiente, promuovere la diffusione dell’innovazione e la cooperazione internazionale? E quale politica è in grado di raccogliere queste impegnative sfide?
Elena Paparella interviene sul voto all’unanimità nel Consiglio Ue, che fu istituito per garantire la partecipazione al processo decisionale anche dei governi di Stati membri meno influenti ma che nell’UE a 27 risulta spesso paralizzante. Paparella sostiene che data la presenza nel Consiglio Ue di governi portatori di orientamenti antisistema, il voto all’unanimità può oggi permettere di imbrigliare i sovranismi in una comunitarizzazione forzata. Questa, però, non può essere la soluzione definitiva, poiché l’efficacia delle politiche europee dovrà fondarsi sull’effettivo consenso dei cittadini.
Elena Paparella interviene sul voto all’unanimità nel Consiglio Ue, che fu istituito per garantire la partecipazione al processo decisionale anche dei governi di Stati membri meno influenti ma che nell’UE a 27 risulta spesso paralizzante. Paparella sostiene che data la presenza nel Consiglio Ue di governi portatori di orientamenti antisistema, il voto all’unanimità può oggi permettere di imbrigliare i sovranismi in una comunitarizzazione forzata. Questa, però, non può essere la soluzione definitiva, poiché l’efficacia delle politiche europee dovrà fondarsi sull’effettivo consenso dei cittadini.
Riccardo De Bonis ci ha lasciato il 14 novembre scorso. Lo ricordiamo, con tristezza, pubblicando di nuovo il suo articolo sull’euro digitale di circa 3 anni fa. Nell’articolo De Bonis sintetizzava le caratteristiche dei bitcoin e delle stablecoin soffermandosi sulle motivazioni del progetto dell’euro digitale e sulle difficoltà della sua realizzazione che il tempo da allora trascorso ha confermato. L’articolo è preceduto da un ricordo di Enrico Saltari che con Riccardo ha avuto rapporti di lavoro e di amicizia.
Riccardo De Bonis ci ha lasciato il 14 novembre scorso. Lo ricordiamo, con tristezza, pubblicando di nuovo il suo articolo sull’euro digitale di circa 3 anni fa. Nell’articolo De Bonis sintetizzava le caratteristiche dei bitcoin e delle stablecoin soffermandosi sulle motivazioni del progetto dell’euro digitale e sulle difficoltà della sua realizzazione che il tempo da allora trascorso ha confermato. L’articolo è preceduto da un ricordo di Enrico Saltari che con Riccardo ha avuto rapporti di lavoro e di amicizia.

FOCUS

Attilio Pasetto, prendendo spunto dalla Relazione sulla ricerca e l’innovazione in Italia del CNR, sottolinea la rilevanza della Missione 4 del PNRR per rafforzare il trasferimento tecnologico tra mondo della ricerca e sistema produttivo. Una misura che potrà avere importanti effetti positivi, riguarda le assunzioni, in gran parte a tempo determinato, di giovani ricercatori. Essenziale sarà, una volta rendicontati i risultati, valutare l’impatto sul know-how tecnologico delle imprese anche per dare continuità alle nuove assunzioni.

FOCUS

Roberto Antonio Romano analizza come la globalizzazione finanziaria, la centralizzazione del capitale e gli squilibri tra paesi abbiano portato ad affermarsi un nuovo ordine geopolitico dominato dal conflitto. Richiamandosi alle tesi sostenute in un libro recente di Lucarelli, che evoca i miti di Ermes, Ares e Pan, Romano sottolinea la necessità di un modello che leghi economia, potere e guerra, nonché di una nuova Bretton Woods che sia capace di riportare stabilità, cooperazione e sostenibilità.

FOCUS

Giuseppe Coco valuta la proposta di Quadro Finanziario dell’Unione per il 2028-34 che riduce significativamente le voci di bilancio per la coesione e l’agricoltura e cambia la governance della coesione assegnando un maggior ruolo di coordinamento allo Stato membro. Secondo Coco questa potrebbe essere l’occasione per cambiare la documentata fallimentare performance della politica di coesione ma a condizione che siano rispettate le vere priorità nazionali nelle richieste di modifica della proposta.

CONTRAPPUNTI

Gianfranco Viesti invita a riflettere sulle nubi nere che gravano sul presente e sul futuro delle università italiane. Alcune di quelle nubi sono antiche ma, nell’ultimo periodo, si sono fatte più minacciose: i problemi dei giovani ricercatori e del corpo docente; le criticità di molti atenei dell’Italia “periferica”. Altre sono nuove, come l’esplosivo aumento degli iscritti nelle telematiche profit, che mette a rischio il sistema e come le minacce che cominciano ad intravedersi sulla stessa libertà di espressione. Bene saperlo, e discuterne.

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