Menabò n. 249/2025

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Vieri Ceriani interviene nella discussione sull’imposta patrimoniale personale, in corso da tempo, che ha recentemente ripreso vigore, a livello sia accademico che politico, a livello internazionale e in Italia. Ceriani colloca tale discussione nel più generale dibattito sui possibili rimedi alle crescenti disuguaglianze ed esamina le proposte di istituire imposte progressive sul patrimonio delle persone fisiche, ne indica le criticità e suggerisce, invece, di prendere in considerazione un rafforzamento dell’imposta sulle successioni.
Vieri Ceriani interviene nella discussione sull’imposta patrimoniale personale, in corso da tempo, che ha recentemente ripreso vigore, a livello sia accademico che politico, a livello internazionale e in Italia. Ceriani colloca tale discussione nel più generale dibattito sui possibili rimedi alle crescenti disuguaglianze ed esamina le proposte di istituire imposte progressive sul patrimonio delle persone fisiche, ne indica le criticità e suggerisce, invece, di prendere in considerazione un rafforzamento dell’imposta sulle successioni.
Fabrizio Patriarca analizza la crisi della progressività fiscale nei sistemi tributari contemporanei a partire dall’erosione del carattere di generalità dell’imposta personale sui redditi. Dopo un richiamo ai fondamenti teorici della progressività e al ruolo della base imponibile generale per definire la capacità contributiva, Patriarca discute le conseguenze della crescente frammentazione del prelievo ed esamina, in via esplorativa, alcune forme di imposizione patrimoniale che possono affiancare o sostituire l’imposta sui redditi.
Fabrizio Patriarca analizza la crisi della progressività fiscale nei sistemi tributari contemporanei a partire dall’erosione del carattere di generalità dell’imposta personale sui redditi. Dopo un richiamo ai fondamenti teorici della progressività e al ruolo della base imponibile generale per definire la capacità contributiva, Patriarca discute le conseguenze della crescente frammentazione del prelievo ed esamina, in via esplorativa, alcune forme di imposizione patrimoniale che possono affiancare o sostituire l’imposta sui redditi.
Paolo Liberati e Massimo Paradiso ritengono che la discussione sulla giustizia fiscale sia segnata dal sofisma che affida all’imposta il compito di correggere le disuguaglianze di mercato. Secondo la narrativa dominante il mercato è condizione essenziale della democrazia, e le imposte, necessarie a garantire i diritti sociali, sono un ostacolo alla prosperità collettiva. Per gli autori occorre ricostruire la fiducia nella capacità delle istituzioni di garantire i diritti sociali in una democrazia fiscale retta da principi di reciprocità e cooperazione.
Paolo Liberati e Massimo Paradiso ritengono che la discussione sulla giustizia fiscale sia segnata dal sofisma che affida all’imposta il compito di correggere le disuguaglianze di mercato. Secondo la narrativa dominante il mercato è condizione essenziale della democrazia, e le imposte, necessarie a garantire i diritti sociali, sono un ostacolo alla prosperità collettiva. Per gli autori occorre ricostruire la fiducia nella capacità delle istituzioni di garantire i diritti sociali in una democrazia fiscale retta da principi di reciprocità e cooperazione.
Paolo Paesani, traendo spunto dalla Lezione Federico Caffè di quest’anno, tenuta da Guido Lorenzoni, riflette sull’inflazione del 2021–2022 e sull’influenza che su di essa possono avere avuto gli shock dal lato dell’offerta, le politiche espansive e il conflitto distributivo. Paesani, elaborando gli spunti offerti da Lorenzoni, mette in discussione una lettura puramente monetarista del fenomeno e valorizza il ruolo delle istituzioni, dei colli di bottiglia settoriali e dell’ancoraggio delle aspettative.
Paolo Paesani, traendo spunto dalla Lezione Federico Caffè di quest’anno, tenuta da Guido Lorenzoni, riflette sull’inflazione del 2021–2022 e sull’influenza che su di essa possono avere avuto gli shock dal lato dell’offerta, le politiche espansive e il conflitto distributivo. Paesani, elaborando gli spunti offerti da Lorenzoni, mette in discussione una lettura puramente monetarista del fenomeno e valorizza il ruolo delle istituzioni, dei colli di bottiglia settoriali e dell’ancoraggio delle aspettative.

FOCUS

Paolo Carnazza si sofferma sul lavoro povero in Italia andando al di là dei <<numeri» che non rivelano il dramma sociale che si cela dietro molte condizioni lavorative. Il lavoro povero può considerarsi lo specchio di un Paese che non è in grado di vincere le proprie fragilità. Ma alcune di queste fragilità possono essere, almeno parzialmente, superate grazie alla quota elevata e crescente di imprenditori che stanno cercando di coinvolgere sempre più i lavoratori nella gestione aziendale (al di là della mera partecipazione agli utili).

FOCUS

Mariateresa Russo analizza i diversi piani per l’Intelligenza Artificiale degli Stati Uniti e della Cina e sottolinea che i primi puntano su investimenti privati, deregolamentazione e uso militare per mantenere la loro leadership, gestendo l’impatto sul lavoro con un rapido retraining. La Cina adotta, invece, un piano statale che ha l’obiettivo di integrare l’IA in tutti i settori, dalla scuola alla governance, puntando all’autosufficienza tecnologica e a all’adozione di massa dell’IA, intesa come bene comune.

FOCUS

Ariel Garcia si interroga sulle possibili ragioni dell’inatteso successo elettorale di Milei nelle elezioni di medio termine del 26 ottobre scorso in Argentina. García esplora tre ipotesi in grado di fornire una possibile spiegazione. Tra di esse vi è quella secondo cui Milei sarebbe stato premiato per avere adempiuto al suo mandato elettorale del 2023: ridurre l'inflazione, obiettivo ottenuto attraverso la sopravvalutazione del peso argentino, che garantisce prosperità alla classe media.

CONTRAPPUNTI

Matteo Mombelli e Roberto Antonio Romano sostengono che le sanzioni economiche, sempre più utilizzate come strumenti di potere, stanno ridefinendo la geografia economica globale. Le sanzioni contro la Russia hanno condotto a un suo riallineamento verso i Paesi BRICS, accelerato la nascita di nuove catene del valore e favorito la crescita delle economie emergenti, spostando il baricentro dell’economia mondiale verso l’Asia. Le sanzioni, nate per isolare, stanno ridisegnando gli assetti globali e le relazioni di potere tra gli Stati.

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