Menabò n. 252/2026

IN QUESTO NUMERO

Massimo Aprea, Michele Raitano e Francesca Subioli si occupano di lavoro povero, comparando l’Italia con le altre principali economie dell’UE. Seguendo un quadro concettuale che collega i bassi salari individuali con i rischi di povertà familiare – valutati prima e dopo la redistribuzione con imposte e trasferimenti – gli autori sottolineano come bassa retribuzione e povertà familiare non siano necessariamente collegate. Inoltre, i legami e le caratteristiche delle diverse dimensioni della fragilità economica variano fra paesi e nel tempo.
Massimo Aprea, Michele Raitano e Francesca Subioli si occupano di lavoro povero, comparando l’Italia con le altre principali economie dell’UE. Seguendo un quadro concettuale che collega i bassi salari individuali con i rischi di povertà familiare – valutati prima e dopo la redistribuzione con imposte e trasferimenti – gli autori sottolineano come bassa retribuzione e povertà familiare non siano necessariamente collegate. Inoltre, i legami e le caratteristiche delle diverse dimensioni della fragilità economica variano fra paesi e nel tempo.
Elisabetta Lecco e Rama Dasi Mariani proseguono il racconto, iniziato nello scorso numero del Menabò, sulle vite dei membri della famiglia Badarò. In questo articolo, Lecco e Mariani si concentrano sulla storia di Giovanni Battista Libero Badarò, considerato in Brasile un martire della libertà, e ne ripercorrono la vita, prima e dopo la dolorosa scelta di lasciare l'Italia per emigrare. Proprio rispetto a questa scelta, Lecco e Mariani rivelano aspetti della vita privata di Badarò, che sono sconosciuti ai più.
Elisabetta Lecco e Rama Dasi Mariani proseguono il racconto, iniziato nello scorso numero del Menabò, sulle vite dei membri della famiglia Badarò. In questo articolo, Lecco e Mariani si concentrano sulla storia di Giovanni Battista Libero Badarò, considerato in Brasile un martire della libertà, e ne ripercorrono la vita, prima e dopo la dolorosa scelta di lasciare l'Italia per emigrare. Proprio rispetto a questa scelta, Lecco e Mariani rivelano aspetti della vita privata di Badarò, che sono sconosciuti ai più.
Simona Tenaglia e Maria Del Vecchio illustrano i risultati dell'Alert Mechanism Report (AMR) 2026 della Commissione europea che individua gli Stati membri che presentano squilibri macroeconomici o che rischiano di svilupparli. Dall’AMR emergono varie sfide per la UE: il persistente surplus esterno, il deterioramento della competitività, le pressioni sui bilanci pubblici, la crescita dei prezzi immobiliari, i rischi informatici nel settore finanziario. L’Italia è il solo Paese a presentare un unico squilibrio, quello relativo al debito pubblico.
Simona Tenaglia e Maria Del Vecchio illustrano i risultati dell'Alert Mechanism Report (AMR) 2026 della Commissione europea che individua gli Stati membri che presentano squilibri macroeconomici o che rischiano di svilupparli. Dall’AMR emergono varie sfide per la UE: il persistente surplus esterno, il deterioramento della competitività, le pressioni sui bilanci pubblici, la crescita dei prezzi immobiliari, i rischi informatici nel settore finanziario. L’Italia è il solo Paese a presentare un unico squilibrio, quello relativo al debito pubblico.
Silvia Coretti e Flaviana Palmisano analizzano le terapie CAR T, innovazione emblematica sanitaria ad alta complessità, in cui il farmaco è parte di un processo terapeutico che richiede infrastrutture dedicate, competenze multidisciplinari e logistica avanzata. Le autrici ne ricostruiscono il percorso di introduzione, dalle origini accademiche allo sviluppo industriale e all’ingresso nel mercato, sottolineando il progressivo rafforzamento della collaborazione tra pubblico e privato grazie a una più ampia accessibilità dell’innovazione terapeutica.
Silvia Coretti e Flaviana Palmisano analizzano le terapie CAR T, innovazione emblematica sanitaria ad alta complessità, in cui il farmaco è parte di un processo terapeutico che richiede infrastrutture dedicate, competenze multidisciplinari e logistica avanzata. Le autrici ne ricostruiscono il percorso di introduzione, dalle origini accademiche allo sviluppo industriale e all’ingresso nel mercato, sottolineando il progressivo rafforzamento della collaborazione tra pubblico e privato grazie a una più ampia accessibilità dell’innovazione terapeutica.

FOCUS

Martina Caroleo richiama l’attenzione sul fatto che in Italia il 10–15% dei detenuti è affetto da disturbi psichiatrici gravi e sostiene che anche per questo occorre superare una concezione esclusivamente afflittiva della pena. Il quadro normativo offre strumenti orientati alla cura e alla riabilitazione, poco applicati per ostacoli strutturali e organizzativi. In questo contesto, è strategico il ruolo del Servizio Sociale per coordinare percorsi personalizzati e per bilanciare sicurezza pubblica, diritto alla salute e reinserimento sociale.

FOCUS

Annalisa Cicerchia si occupa della "Bussola della cultura", il nuovo quadro strategico che eleva la cultura a pilastro dell'identità e dello sviluppo dell'UE, presentato lo scorso novembre. Cicerchia richiama i punti di forza del documento e sostiene che il successo dell'iniziativa dipenderà dalla capacità di superare le divergenze nazionali e, soprattutto, di incidere sulle altre politiche chiave, relative a economia, coesione sociale, occupazione e infrastrutture. L'obiettivo è trasformare la cultura in alleato trasversale della competitività europea.

FOCUS

Enrico D’Elia interviene sulla diffusa tesi secondo cui la causa, praticamente unica, dei bassi salari reali è la stagnazione della produttività. Basandosi su una semplice formula di formazione dei prezzi, D’Elia sottolinea che i salari reali dipendono anche dall’andamento dei margini di ricarico sui costi di produzione e fornisce evidenza empirica della forte correlazione negativa tra salari e margini di profitto nell’Eurozona. Per rafforzare il potere d’acquisto dei lavoratori sarebbe dunque utile una politica dei redditi che freni i markup.

CONTRAPPUNTI

Gianfranco Viesti ricorda che, secondo quanto stabilito dalla riforma costituzionale del 2001, i livelli essenziali delle prestazioni (LEP) sono i diritti civili e sociali che devono essere garantiti per tutti, in tutti i territori e, tuttavia, non sono stati mai fissati. C’è ora in discussione un disegno di legge delega al Governo per determinarli. Ma non è una buona notizia: si tratta solo di un passaggio necessario per il processo di autonomia regionale differenziata, che mira non a ridurre le disparità ma a fotografare l’esistente.

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