Menabò n. 253/2026

IN QUESTO NUMERO

Elena Granaglia, prendendo spunto da "Clima ingiusto", il bel libro di Giovanni Carrosio e Vittorio Cogliati Dezza, indaga su due importanti innovazioni per le politiche sociali. L’una riguarda l’ambito: occorre occuparsi anche degli effetti del cambiamento climatico. L’altra riguarda le modalità di intervento: occorre porre una rinnovata attenzione alla dimensione collettiva dei servizi e dello spazio in cui viviamo, nonché alla partecipazione. Le belle storie raccontate nel libro trasmettono in modo vivido la necessità del cambiamento.
Elena Granaglia, prendendo spunto da "Clima ingiusto", il bel libro di Giovanni Carrosio e Vittorio Cogliati Dezza, indaga su due importanti innovazioni per le politiche sociali. L’una riguarda l’ambito: occorre occuparsi anche degli effetti del cambiamento climatico. L’altra riguarda le modalità di intervento: occorre porre una rinnovata attenzione alla dimensione collettiva dei servizi e dello spazio in cui viviamo, nonché alla partecipazione. Le belle storie raccontate nel libro trasmettono in modo vivido la necessità del cambiamento.
Maurizio Franzini e Michele Raitano presentano i principali contenuti del loro libro "La disuguaglianza oltre i luoghi comuni" (Castelvecchi, 2026) che esamina criticamente i principali argomenti, ciascuno con le caratteristiche di un luogo comune, utilizzati per sostenere che la disuguaglianza è un ‘non problema’. Gli autori, al termine della loro analisi, chiariscono perché a loro avviso la disuguaglianza contemporanea è un grave problema e sostengono che per ‘riformarla’ rendendola almeno più accettabile occorre superare quei luoghi comuni.
Maurizio Franzini e Michele Raitano presentano i principali contenuti del loro libro "La disuguaglianza oltre i luoghi comuni" (Castelvecchi, 2026) che esamina criticamente i principali argomenti, ciascuno con le caratteristiche di un luogo comune, utilizzati per sostenere che la disuguaglianza è un ‘non problema’. Gli autori, al termine della loro analisi, chiariscono perché a loro avviso la disuguaglianza contemporanea è un grave problema e sostengono che per ‘riformarla’ rendendola almeno più accettabile occorre superare quei luoghi comuni.
Michele Grillo ritiene illusorio, di fronte ai mutamenti in atto, evocare il diritto internazionale senza comprendere l’intreccio di comportamenti economici, assetti giuridici e norme etiche che ne ha accompagnato l’affievolimento. Al diritto non compete di modificare la realtà. Non è la pace che nasce dal diritto, ma il diritto che nasce dalla pace. Organizzare pacificamente la convivenza sociale è prioritario e la teoria dei giochi chiarisce che sono possibili molteplici equilibri sociali per superare i contrasti tra individui e collettività con beneficio di tutti.
Michele Grillo ritiene illusorio, di fronte ai mutamenti in atto, evocare il diritto internazionale senza comprendere l’intreccio di comportamenti economici, assetti giuridici e norme etiche che ne ha accompagnato l’affievolimento. Al diritto non compete di modificare la realtà. Non è la pace che nasce dal diritto, ma il diritto che nasce dalla pace. Organizzare pacificamente la convivenza sociale è prioritario e la teoria dei giochi chiarisce che sono possibili molteplici equilibri sociali per superare i contrasti tra individui e collettività con beneficio di tutti.
Grazia Ietto Gillies prende spunto dal recente lancio da parte di Elon Musk e di Sam Altman di prodotti erotici per riflettere su alcune caratteristiche del sistema oligo/monopolistico nell’epoca dell’economia digitale. Il confronto con il capitalismo monopolistico degli anni ’60 porta Ietto Gillies a individuare una differenza nella limitata possibilità di introdurre beni digitali nuovi e a sostenere che, tenendo conto anche dei cambiamenti nella distribuzione del reddito e della ricchezza, ciò contribuisca a spiegare il lancio di prodotti erotici.
Grazia Ietto Gillies prende spunto dal recente lancio da parte di Elon Musk e di Sam Altman di prodotti erotici per riflettere su alcune caratteristiche del sistema oligo/monopolistico nell’epoca dell’economia digitale. Il confronto con il capitalismo monopolistico degli anni ’60 porta Ietto Gillies a individuare una differenza nella limitata possibilità di introdurre beni digitali nuovi e a sostenere che, tenendo conto anche dei cambiamenti nella distribuzione del reddito e della ricchezza, ciò contribuisca a spiegare il lancio di prodotti erotici.

FOCUS

Nevena Kulic, Elenora Clerici, Daniela Bellani e Aris Trantidis illustrano i risultati di una ricerca delle Università di Pavia e della Cattolica del Sacro Cuore di Milano sui fattori che influenzano il sostegno degli italiani alle politiche di mitigazione del clima, che ha rilevato le opinioni di un campione di 2000 persone. Prevalenti sono le preoccupazioni relative alla distribuzione dei costi a livello nazionale anche se non vi è piena coincidenza su ciò che si percepisce come giusto e ciò che effettivamente si preferisce.

FOCUS

Roberto Antonio Romano intervenendo sulla deludente performance italiana negli ultimi tre decenni in termini di reddito, produttività e capacità industriale mostra come la domanda e gli investimenti non abbiano alimentato un processo cumulativo di crescita a causa della specializzazione settoriale a basso contenuto tecnologico e dell’assenza di una politica industriale esplicita. Sono necessari un ruolo attivo dello Stato e un coordinamento europeo delle politiche industriali per superare il vincolo tecnologico che grava sull’economia italiana.

FOCUS

Aida Ponce Del Castillo esamina i contenuti del Digital Omnibus, il pacchetto di proposte recentemente presentate dalla Commissione europea con la dichiarata intenzione di semplificare la legislazione digitale anche allo scopo di stimolare la competitività. Ponce del Castillo sostiene che si tratta, in realtà, di proposte che, senza abrogare le norme esistenti realizzano una deregolamentazione che ha l’effetto di indebolire le garanzie esistenti e, più specificamente, la tutela dei diritti dei lavoratori in materia di dati.

CONTRAPPUNTI

Riccardo Staglianò ritiene che per riequilibrare disuguaglianze, soprattutto di ricchezza, che non sono mai state così alte, una tassa patrimoniale potrebbe essere un inizio ma, a forza di essere raccontata male, questa misura gode di pessima stampa. Nel libro "Tassare i milionari" (Einaudi), di cui pubblichiamo un estratto, Staglianò, prova a sgombrare il campo da molti miti che la riguardano, a partire dal più pernicioso: minaccerebbe i semplici benestanti. La realtà è che, in una delle ipotesi, riguarderebbe al più lo 0,1% degli italiani più fortunati.

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