Menabó n. 258/2026

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Francesco Crespi, Nicolò Geri, Dario Guarascio ed Enrico Marvasi affrontano il tema delle nuove dipendenze strategiche generate dalla transizione verde e il trade-off tra decarbonizzazione e autonomia strategica posto dalla concentrazione della capacità produttiva e tecnologica di componenti e materie prime nelle mani di poche imprese localizzate in alcune aree geografiche. Analizzando la filiera delle batterie al litio, gli autori evidenziano che il trade-off è evitabile: sono cruciali le capacità produttive e tecnologiche dei paesi e il policy-mix adottato.
Francesco Crespi, Nicolò Geri, Dario Guarascio ed Enrico Marvasi affrontano il tema delle nuove dipendenze strategiche generate dalla transizione verde e il trade-off tra decarbonizzazione e autonomia strategica posto dalla concentrazione della capacità produttiva e tecnologica di componenti e materie prime nelle mani di poche imprese localizzate in alcune aree geografiche. Analizzando la filiera delle batterie al litio, gli autori evidenziano che il trade-off è evitabile: sono cruciali le capacità produttive e tecnologiche dei paesi e il policy-mix adottato.
Anna Giunta e Silvia Nenci nel primo anniversario della scomparsa di Luca Salvatici ricordano l’amico carissimo e il brillante economista internazionale e lo fanno anche riproponendo l’articolo “Una valutazione degli effetti dell’Accordo di libero scambio UE-MERCOSUR sul commercio estero italiano” scritto con lui e pubblicato il 30 gennaio 2025 sul Menabò, cui fanno seguire un aggiornamento sugli sviluppi dell’Accordo, firmato il 17 gennaio 2026 tra l’UE e i quattro Stati del Mercosur, ponendo in luce le potenziali novità della politica commerciale europea.
Anna Giunta e Silvia Nenci nel primo anniversario della scomparsa di Luca Salvatici ricordano l’amico carissimo e il brillante economista internazionale e lo fanno anche riproponendo l’articolo “Una valutazione degli effetti dell’Accordo di libero scambio UE-MERCOSUR sul commercio estero italiano” scritto con lui e pubblicato il 30 gennaio 2025 sul Menabò, cui fanno seguire un aggiornamento sugli sviluppi dell’Accordo, firmato il 17 gennaio 2026 tra l’UE e i quattro Stati del Mercosur, ponendo in luce le potenziali novità della politica commerciale europea.
Mario Tiberi ricorda Ezio Tarantelli, ucciso dalla Brigate Rosse il 27 marzo 1985 nel parcheggio della Facoltà di Economia della Sapienza e riflette sulla sua proposta neocorporativa, diretta a superare la perdurante crisi stagflazionista, di uno scambio politico tra sindacato e governo, tra moderazione dei salari contrattuali monetari e interventi incisivi su altre variabili, in particolare sull’occupazione. La proposta, intollerabile per i terroristi, non dette i frutti sperati e Tiberi si chiede se avesse ragione chi considerò utopistica quella proposta.
Mario Tiberi ricorda Ezio Tarantelli, ucciso dalla Brigate Rosse il 27 marzo 1985 nel parcheggio della Facoltà di Economia della Sapienza e riflette sulla sua proposta neocorporativa, diretta a superare la perdurante crisi stagflazionista, di uno scambio politico tra sindacato e governo, tra moderazione dei salari contrattuali monetari e interventi incisivi su altre variabili, in particolare sull’occupazione. La proposta, intollerabile per i terroristi, non dette i frutti sperati e Tiberi si chiede se avesse ragione chi considerò utopistica quella proposta.
Renzo Daviddi ricostruisce la proposta di Economia di Mercato Socialista avanzata negli scorsi anni da Domenico Mario Nuti. Muovendo dalla critica al capitalismo deregolato e alla pianificazione rigida e non democratica, Nuti delinea un assetto “ibrido” in cui i mercati funzionano come meccanismi di coordinamento decentrato vincolati e orientati ex ante da obiettivi pubblici espliciti. Questa è, per Nuti, una “utopia disciplinata”, un principio regolativo e realistico per costruire alternative democratiche al capitalismo contemporaneo.
Renzo Daviddi ricostruisce la proposta di Economia di Mercato Socialista avanzata negli scorsi anni da Domenico Mario Nuti. Muovendo dalla critica al capitalismo deregolato e alla pianificazione rigida e non democratica, Nuti delinea un assetto “ibrido” in cui i mercati funzionano come meccanismi di coordinamento decentrato vincolati e orientati ex ante da obiettivi pubblici espliciti. Questa è, per Nuti, una “utopia disciplinata”, un principio regolativo e realistico per costruire alternative democratiche al capitalismo contemporaneo.

FOCUS

Federica Cavallo, Armanda Cetrulo, Valeria Cirillo, Marialuisa Divella e Eustachio Ferrulli si chiedono se la contrattazione collettiva nazionale contrasti le disuguaglianze di genere. Esaminando le clausole sulle pari opportunità in un campione di 245 CCNL, trovano che esse sono diffuse ma orientate più alla conciliazione vita-lavoro e alla tutela della maternità, che alla riduzione delle disuguaglianze. Tenendo conto anche di altri aspetti gli autori concludono che il contributo della contrattazione nazionale alla promozione di un’effettiva parità di genere è limitato.

FOCUS

Giacomo Arosio parte dalla considerazione che le finanze pubbliche francesi negli ultimi anni si sono deteriorate, gravate da deficit persistenti e debito in ascesa e anche a causa di una crisi politica che ha ostacolato la riduzione del disavanzo e l’attuazione di riforme strutturali. In controtendenza rispetto ad altri settori della spesa pubblica, la spesa militare in Francia risulta in crescita e ciò potrebbe aggravare il già severo trade-off tra obiettivi di risanamento, da un lato, e altre rilevanti priorità di policy, come la transizione ecologica e la tenuta del welfare, dall’altro.

FOCUS

Keti Lelo, Salvatore Monni e Federico Tomassi esaminano, in relazione al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026, la distribuzione territoriale del voto e della partecipazione a Roma. Utilizzando i risultati elettorali aggregati a livello di sezione e ricondotti alle 155 zone urbanistiche, e sulla base della loro classificazione delle Sette Rome, trovano che nelle aree centrali e più integrate hanno prevalso affluenza elevata e voto più polarizzato, mentre nelle periferie più fragili la partecipazione è stata più bassa e il comportamento elettorale meno definito.

CONTRAPPUNTI

Valerio De Stefano partendo da idee, come quelle di Thiel, che concepiscono i freni democratici e l’autorità sovranazionale come minacce esistenziali ed elevano le élite eccellenti a veri portatori di libertà sostiene che la posta in gioco nello scontro tra tecnologia e democrazia emerge soprattutto nel rapporto di lavoro, nelle prerogative manageriali e nelle istituzioni giuridiche da cui dipende se i lavoratori sul posto di lavoro sono ancora cittadini o semplici destinatari di comandi. De Stefano mette in luce la rilevanza di ciò per la democrazia in generale.

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