Menabò n. 261/2026

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Giuseppe Sant’Elia ritiene che Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Leone XIV dedicata all’intelligenza artificiale e alla custodia della persona, prenda avvio da una domanda essenziale: che cosa stiamo lasciando crescere? Attraverso le figure bibliche di Babele e Gerusalemme, il Papa affronta il potere nelle grandi piattaforme, il lavoro invisibile che sostiene l’economia digitale, la crisi della verità pubblica, la scuola, l’ambiente e le nuove forme di sfruttamento e colloca l’IA al centro delle trasformazioni del nostro tempo.
Giuseppe Sant’Elia ritiene che Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Leone XIV dedicata all’intelligenza artificiale e alla custodia della persona, prenda avvio da una domanda essenziale: che cosa stiamo lasciando crescere? Attraverso le figure bibliche di Babele e Gerusalemme, il Papa affronta il potere nelle grandi piattaforme, il lavoro invisibile che sostiene l’economia digitale, la crisi della verità pubblica, la scuola, l’ambiente e le nuove forme di sfruttamento e colloca l’IA al centro delle trasformazioni del nostro tempo.
Stefano Giubboni presenta una prima analisi delle disposizioni del c.d. decreto-legge «Primo Maggio» (n. 62/2026) dedicate al lavoro tramite piattaforma. La novità principale riguarda l’introduzione di una presunzione legale relativa della natura subordinata del rapporto di lavoro al ricorrere di determinati indici fattuali di controllo della prestazione da parte della piattaforma. È auspicabile che questa previsione non venga modificata in sede di conversione poiché nella formulazione attuale essa assicura un corretto recepimento della direttiva europea.
Stefano Giubboni presenta una prima analisi delle disposizioni del c.d. decreto-legge «Primo Maggio» (n. 62/2026) dedicate al lavoro tramite piattaforma. La novità principale riguarda l’introduzione di una presunzione legale relativa della natura subordinata del rapporto di lavoro al ricorrere di determinati indici fattuali di controllo della prestazione da parte della piattaforma. È auspicabile che questa previsione non venga modificata in sede di conversione poiché nella formulazione attuale essa assicura un corretto recepimento della direttiva europea.
Mario Cedrini e Stefano Fiori In occasione della pubblicazione del loro saggio "Filosofia dell'economia" (2026) nella collana "Lezioni di Filosofia" del Corriere della Sera, propongono una riflessione sull'evoluzione storica dell'economia come disciplina e sui suoi rapporti con altre discipline. In particolare Cedrini e Fiori sostengono che, in un'epoca di crescente frammentazione, le altre discipline potranno aiutare l’economia a comprendere non singole questioni ma gli stessi sistemi economici.
Mario Cedrini e Stefano Fiori In occasione della pubblicazione del loro saggio "Filosofia dell'economia" (2026) nella collana "Lezioni di Filosofia" del Corriere della Sera, propongono una riflessione sull'evoluzione storica dell'economia come disciplina e sui suoi rapporti con altre discipline. In particolare Cedrini e Fiori sostengono che, in un'epoca di crescente frammentazione, le altre discipline potranno aiutare l’economia a comprendere non singole questioni ma gli stessi sistemi economici.
Marco Barbieri analizza alcuni aspetti del Decreto Legge 62 del 30 aprile 2026 che definisce il cosiddetto ‘salario giusto’ nell’ambito del quale individua una serie di criticità. Quelle su cui si sofferma sono soprattutto due. La prima riguarda l’assenza di riferimenti alla questione della sufficienza dei livelli delle retribuzioni; la seconda criticità, invece, si riferisce alla mancanza di misure che siano in grado di offrire la certezza che la contrattazione ‘pirata’ sarà messa completamente fuorigioco.
Marco Barbieri analizza alcuni aspetti del Decreto Legge 62 del 30 aprile 2026 che definisce il cosiddetto ‘salario giusto’ nell’ambito del quale individua una serie di criticità. Quelle su cui si sofferma sono soprattutto due. La prima riguarda l’assenza di riferimenti alla questione della sufficienza dei livelli delle retribuzioni; la seconda criticità, invece, si riferisce alla mancanza di misure che siano in grado di offrire la certezza che la contrattazione ‘pirata’ sarà messa completamente fuorigioco.

FOCUS

Gabriele Ballarino, Alberto Lulli e Marco Guerci prendono le mosse dalla crisi del "diversity management", che ha a che vedere col modo in cui esso si è sviluppato fino ad ora: mentre alcune dimensioni di diversità sono state intensamente esplorate (genere, etnicità, orientamento sessuale ecc), è stata completamente trascurata la posizione sociale della famiglia di origine delle persone, malgrado la ricerca sociale mostri che le origini sociali sono molto importanti per le carriere. Gli autori suggeriscono di intervenire su questo e propongono varie strategie operative.

FOCUS

Paolo Carnazza si sofferma sull’importante contributo di Edmund Phelps, premio Nobel per l’economia nel 2006, recentemente scomparso, alla teoria macroeconomica e analizza in particolare le sue idee sull’innovazione come fenomeno di massa che, accompagnato da condizioni istituzionali, culturali e sociali favorevoli, porta a una diffusa partecipazione creativa della popolazione all’attività economica. Carnazza sostiene che ispirandosi a questa prospettiva si può spiegare il miracolo economico italiano degli anni 1947-1964 come ha fatto di recente Nicola Rossi.

FOCUS

Antonella Inverno esamina i dati relativi alla devianza minorile in Italia dai quali non risulta un’emergenza generalizzata, ma un aumento di reati violenti e ad alta visibilità sociale. Parallelamente, si è rafforzato l’approccio repressivo, con un maggiore ricorso a misure preventive e restrittive anche per i minori e un allungamento dei tempi di permanenza negli Istituti Penali, in presenza di carenze di personale e risorse formative. Appare quindi necessario investire maggiormente in educazione, inclusione sociale e misure alternative alla detenzione.

CONTRAPPUNTI

Maurizio Franzini partendo da un recente post di Trump riflette su due modi per ostacolare le politiche di transizione ecologica: il negazionismo climatico à la Trump e l’assunzione che la crescita - e più recentemente la non ben definita competitività - siano obiettivi praticamente unici. In quest’ultima prospettiva, che è sostanzialmente di negazione dei trade-off valoriali tra obiettivi, si comprendono le tendenze in atto nell’UE che stanno portando a una profonda revisione del Green Deal. Opporsi alla prepotenza dell’obiettivo unico è difficile, ma possibile e necessario.

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