Menabò n. 265/2026

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Andrea Boitani interviene sulla questione della tassazione dei miliardari. Passando in rassegna le principali proposte, Boitani sostiene che quella tassazione sia necessaria per fare in modo che questi “dei tra gli uomini” partecipino al finanziamento dei beni pubblici e comuni che legano insieme la società, ma non è sufficiente a contenere gli enormi divari di ricchezza a vantaggio di chi si colloca al top della scala distributiva e a ridurre il potere di mercato e politico che i ricchi hanno nelle nostre società e che può minacciare la democrazia.
Andrea Boitani interviene sulla questione della tassazione dei miliardari. Passando in rassegna le principali proposte, Boitani sostiene che quella tassazione sia necessaria per fare in modo che questi “dei tra gli uomini” partecipino al finanziamento dei beni pubblici e comuni che legano insieme la società, ma non è sufficiente a contenere gli enormi divari di ricchezza a vantaggio di chi si colloca al top della scala distributiva e a ridurre il potere di mercato e politico che i ricchi hanno nelle nostre società e che può minacciare la democrazia.
Flaviana Palmisano torna sul tema delle università telematiche, la cui forte espansione sembra avere permesso l'accesso all’istruzione terziaria anche a studenti che probabilmente non si sarebbero iscritti all’università. Palmisano sostiene che la crescente eterogeneità del sistema universitario richiede di ripensare a come confrontare e valutare istituzioni caratterizzate da modelli organizzativi, tecnologie didattiche e popolazioni studentesche differenti. Riconoscere queste diversità non significa, infatti, rinunciare a standard comuni di qualità.
Flaviana Palmisano torna sul tema delle università telematiche, la cui forte espansione sembra avere permesso l'accesso all’istruzione terziaria anche a studenti che probabilmente non si sarebbero iscritti all’università. Palmisano sostiene che la crescente eterogeneità del sistema universitario richiede di ripensare a come confrontare e valutare istituzioni caratterizzate da modelli organizzativi, tecnologie didattiche e popolazioni studentesche differenti. Riconoscere queste diversità non significa, infatti, rinunciare a standard comuni di qualità.
Giovanni Carnazza analizza l’impatto della rapida crescita delle università telematiche sull’intero sistema universitario. L’insegnamento a distanza può ampliare l’accesso all’università e favorire il completamento degli studi, ma fa perdere il valore dell’interazione nell’apprendimento. Le economie di scala, la concentrazione del settore e la pressione sugli atenei tradizionali pongono una questione strutturale: la sostenibilità dell’università pubblica dovrebbe basarsi non sulla sola rincorsa agli iscritti ma su maggiori risorse e qualità della relazione educativa.
Giovanni Carnazza analizza l’impatto della rapida crescita delle università telematiche sull’intero sistema universitario. L’insegnamento a distanza può ampliare l’accesso all’università e favorire il completamento degli studi, ma fa perdere il valore dell’interazione nell’apprendimento. Le economie di scala, la concentrazione del settore e la pressione sugli atenei tradizionali pongono una questione strutturale: la sostenibilità dell’università pubblica dovrebbe basarsi non sulla sola rincorsa agli iscritti ma su maggiori risorse e qualità della relazione educativa.
Giuseppe Zanini si occupa del rapporto tra intelligenza umana e artificiale. Dopo aver ricordato che quasi tutta l’etica dell’IA si muove su un solo asse — la subordinazione, che risponde alla domanda: chi comanda? — e aver illustrato come Giorgio Parisi ha risolto un enigma di fisica statistica con un modello linguistico, sostiene che vi è un secondo asse, la generatività, e che il plus che si crea non è potenziamento: non aggiunge competenze, muta il modo di lavorare. Da ciò si desume che la Magnifica Humanitas ha la categoria del plus, ma la utilizza solo parzialmente.
Giuseppe Zanini si occupa del rapporto tra intelligenza umana e artificiale. Dopo aver ricordato che quasi tutta l’etica dell’IA si muove su un solo asse — la subordinazione, che risponde alla domanda: chi comanda? — e aver illustrato come Giorgio Parisi ha risolto un enigma di fisica statistica con un modello linguistico, sostiene che vi è un secondo asse, la generatività, e che il plus che si crea non è potenziamento: non aggiunge competenze, muta il modo di lavorare. Da ciò si desume che la Magnifica Humanitas ha la categoria del plus, ma la utilizza solo parzialmente.

FOCUS

Maria De Paola esamina gli effetti del bonus asilo nido, introdotto nel 2016 e progressivamente rafforzato. Nel 2025 hanno beneficiato del bonus oltre 530.000 bambini (il 35% dei nati) ma il ricorso ad esso resta più basso tra le famiglie con ISEE sotto i 25.000 euro (31%) e al Sud (29%) (dove la minore occupazione femminile si somma alla carenza di posti nido) rispetto al Centro (43%) e al Nord (38%). Il bonus permette, però, alle madri di allungare la permanenza nel mercato del lavoro, mentre incide poco sul tempo lavorato e sui redditi percepiti.

FOCUS

Cosmo Strozza e Daniele Vignoli muovendo dalla considerazione che a 65 anni oggi, diversamente da venti o trenta anni fa, non si è “anziani” sostengono che continuare a misurare l’invecchiamento sulla base di una soglia fissa, significa ignorare il prolungamento della longevità. Strozza e Vignoli argomentano che bisognerebbe adottare una soglia basata sulla vita residua che ridimensiona l’indice di vecchiaia italiano e che porta a formulare nuove indicazioni per le politiche pensionistiche, sanitarie e del lavoro.

FOCUS

Maria Del Vecchio, Giuseppina Talamo e Simona Tenaglia si occupano della crisi abitativa, divenuta nel 2026 un tema centrale nell’Agenda europea. Dopo aver illustrato l’"European Affordable Housing Plan", sulla accessibilità abitativa, che propone azioni concrete basate su quattro pilastri, esaminano le esperienze di alcuni Stati membri: Grecia, Spagna, Portogallo e Germania e valutano in che misura le strategie nazionali adottate in quei paesi siano coerenti con le misure e gli obiettivi delineati dal Piano europeo.

CONTRAPPUNTI

Andrew Watt sostiene che la crescente pressione sul quadro finanziario globale incentrato sul dollaro, e in particolare sul mercato dei titoli del Tesoro statunitense, offre all’Europa una grande opportunità, quella di creare un mercato per il debito dell’UE acquisendo così autonomia strategica. Watt considera assurdo che un’entità con il peso economico globale dell’UE non disponga di un proprio mercato dei titoli del Tesoro e ritiene che le difficoltà dei negoziati sul prossimo bilancio settennale dell’UE possono favorire la soluzione che auspica.

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