Menabò n. 266/2026

IN QUESTO NUMERO

Clara Punzi, Valeria Cirillo, Dario Guarascio, Roberto Pellungrini e Fosca Giannotti analizzano il legame tra piattaforme digitali e precarietà del lavoro concentrandosi sul caso italiano e mostrano, in particolare, come le piattaforme tendano ad attirare individui già esposti a condizioni di vulnerabilità socio-economica, intrappolandoli in un segmento del mercato del lavoro caratterizzato dalle scarse tutele e da redditi inadeguati oltre che da frammentazione e sorveglianza digitale.
Clara Punzi, Valeria Cirillo, Dario Guarascio, Roberto Pellungrini e Fosca Giannotti analizzano il legame tra piattaforme digitali e precarietà del lavoro concentrandosi sul caso italiano e mostrano, in particolare, come le piattaforme tendano ad attirare individui già esposti a condizioni di vulnerabilità socio-economica, intrappolandoli in un segmento del mercato del lavoro caratterizzato dalle scarse tutele e da redditi inadeguati oltre che da frammentazione e sorveglianza digitale.
Enrico Saltari commenta l’invito di Paul De Grauwe a guardare ai mercati finanziari per confutare il pessimismo sull’ andamento economico dell’UE. La recente migliore performance delle borse europee rispetto a quelle americane sembra dargli ragione, ma la valutazione cambia radicalmente allargando lo sguardo al lungo periodo. Mercati ed economia reale non coincidono: capire la divergenza tra Europa e USA richiede di concentrarsi sui cambiamenti strutturali intervenuti dopo la crisi dei debiti sovrani.
Enrico Saltari commenta l’invito di Paul De Grauwe a guardare ai mercati finanziari per confutare il pessimismo sull’ andamento economico dell’UE. La recente migliore performance delle borse europee rispetto a quelle americane sembra dargli ragione, ma la valutazione cambia radicalmente allargando lo sguardo al lungo periodo. Mercati ed economia reale non coincidono: capire la divergenza tra Europa e USA richiede di concentrarsi sui cambiamenti strutturali intervenuti dopo la crisi dei debiti sovrani.
Giuseppe Zanini nella seconda parte del suo articolo sull’IA esamina la questione distributiva. Dopo aver ricordato che il plus nato dall’incontro con la macchina è fatto di due ingredienti entrambi umani, e aver illustrato i limiti delle letture correnti delle piattaforme, sostiene che con l’IA generativa il recinto non è più il dato ma la facoltà creatrice, e che la destinazione universale dei beni offre gli arnesi per governarne la rendita. La conclusione è che la variabile decisiva è la formazione.
Giuseppe Zanini nella seconda parte del suo articolo sull’IA esamina la questione distributiva. Dopo aver ricordato che il plus nato dall’incontro con la macchina è fatto di due ingredienti entrambi umani, e aver illustrato i limiti delle letture correnti delle piattaforme, sostiene che con l’IA generativa il recinto non è più il dato ma la facoltà creatrice, e che la destinazione universale dei beni offre gli arnesi per governarne la rendita. La conclusione è che la variabile decisiva è la formazione.
Riccardo Renzi considera che l’IA è ormai un dispositivo di potere globale, plasmato da standard privati e interessi economico-politici, e sostiene che profilazione, sorveglianza e oligopoli computazionali erodono la democrazia e aumentano le discriminazioni algoritmiche, mentre la regolamentazione UE appare inefficace contro le asimmetrie dei dark pattern. Serve un cambio di paradigma: trasformare l’IA in contropotere sociale con audit automatizzati e investimenti pubblici per la sovranità democratica e industriale.
Riccardo Renzi considera che l’IA è ormai un dispositivo di potere globale, plasmato da standard privati e interessi economico-politici, e sostiene che profilazione, sorveglianza e oligopoli computazionali erodono la democrazia e aumentano le discriminazioni algoritmiche, mentre la regolamentazione UE appare inefficace contro le asimmetrie dei dark pattern. Serve un cambio di paradigma: trasformare l’IA in contropotere sociale con audit automatizzati e investimenti pubblici per la sovranità democratica e industriale.

FOCUS

Martina Beloni esamina il mercato del lavoro nella ripresa post-pandemica, in USA e nell’Eurozona. Dopo aver mostrato che il tasso di disoccupazione non è più un buon predittore della dinamica dei salari, sostiene che la tensione registrata nei due blocchi aveva natura opposta: quantitativa negli Stati Uniti, qualitativa in Europa. La sua conclusione è che l’Italia, dove il record di occupati coesiste con la maggiore riduzione dei salari dell’area OCSE, deve puntare sulla riqualificazione delle competenze.

FOCUS

Giovanni Carnazza e Francesco Tomasone osservano che gli interessi e la debole crescita hanno minato lo sforzo fiscale degli ultimi vent’anni per ridurre il rapporto debito/Pil, malgrado il contenimento della spesa, anche sanitaria e per l’istruzione. I due autori mostrano che una strategia concentrata sulla riduzione del debito può risultare inefficace, oltre che socialmente dannosa, e ritengono necessario un consolidamento graduale e selettivo, capace di proteggere welfare, investimenti e crescita.

FOCUS

Raffaele Giardino esamina l'efficacia delle politiche regionali per la ricerca collaborativa, con riferimento all'Emilia-Romagna. Dopo aver illustrato le differenze tra PMI e grandi imprese nell'accesso alle reti di innovazione, l’autore valuta un bando regionale del 2015 che vincolava gli incentivi alla collaborazione con centri di ricerca. Gli effetti sono stati positivi e persistenti sulla capacità innovativa delle PMI, ma non delle grandi imprese. Ciò suggerisce di differenziare le politiche in base alle dimensioni dell’impresa.

CONTRAPPUNTI

Anna Granata muovendo dalla considerazione che la scuola democratica rappresenta un’infrastruttura fondamentale per un paese che voglia vivere in pace e democrazia sostiene che i problemi della scuola italiana non derivano dall’inclusione, ma soprattutto dalla carenza di risorse. Secondo Granata per dare risposta a quei problemi scuola servono classi meno numerose, adeguamento degli stipendi dei docenti agli standard europei e riconoscimento dei pieni diritti di cittadinanza per gli studenti con background migratorio.

Menabò

ULTIME EDIZIONI

Menabò n. 264/2026

30 Luglio 2026

Menabò n. 263/2026

16 Luglio 2026

Menabò n. 262/2026

1 Luglio 2026

Menabò n. 261/2026

13 Giugno 2026

Menabò n. 260/2026

1 Giugno 2026

Menabò n. 259/2026

15 Maggio 2026

multimedia

ULTIMO VIDEO

Recovery Plans in Europa: dalle parole ai fatti

Aggiornamenti

SEGUICI SUI SOCIAL

da seguire

EVENTI ed appuntamenti

Nessun evento in programma