Andrea Pezzoli, a partire da un’interessante intervista del premio Nobel Paul Krugman a Lina Kahn, ex presidente della "Federal Trade Commission" e oggi consigliera del nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani, si sofferma su alcuni temi relativi alle nuove/vecchie sfide che le grandi piattaforme digitali pongono alla disciplina antitrust e, soprattutto, al contributo che la concorrenza (persino quella alimentata da un’eterodossa offerta pubblica) può dare alla vita di tutti i giorni e alla vivibilità (per tutti) di una grande metropoli come New York.
Andrea Pezzoli, a partire da un’interessante intervista del premio Nobel Paul Krugman a Lina Kahn, ex presidente della "Federal Trade Commission" e oggi consigliera del nuovo sindaco di New York Zohran Mamdani, si sofferma su alcuni temi relativi alle nuove/vecchie sfide che le grandi piattaforme digitali pongono alla disciplina antitrust e, soprattutto, al contributo che la concorrenza (persino quella alimentata da un’eterodossa offerta pubblica) può dare alla vita di tutti i giorni e alla vivibilità (per tutti) di una grande metropoli come New York.
Angelo Marano e Michele Raitano muovono dalla considerazione che a oltre trent’anni dalla riforma Dini, il dibattito sulle pensioni sta per tornare al centro dell’attenzione: il sistema contributivo ha garantito sostenibilità finanziaria, ma rischia di amplificare le disuguaglianze prodotte da precarietà, bassi salari e carriere discontinue. Basandosi sulla loro Introduzione al numero monografico sulle pensioni, pubblicato dalla "Rivista delle Politiche Sociali", Marano e Raitano inquadrano le principali problematiche e delineano le possibili soluzioni.
Angelo Marano e Michele Raitano muovono dalla considerazione che a oltre trent’anni dalla riforma Dini, il dibattito sulle pensioni sta per tornare al centro dell’attenzione: il sistema contributivo ha garantito sostenibilità finanziaria, ma rischia di amplificare le disuguaglianze prodotte da precarietà, bassi salari e carriere discontinue. Basandosi sulla loro Introduzione al numero monografico sulle pensioni, pubblicato dalla "Rivista delle Politiche Sociali", Marano e Raitano inquadrano le principali problematiche e delineano le possibili soluzioni.
Silvia Righi e Alberto Rinaldi sostengono che alle elezioni politiche del 2027 l’Europa non potrà rimanere un tema marginale, perché le principali sfide economiche, sociali e geopolitiche si giocano a livello europeo. Il Rapporto Draghi mostra questa consapevolezza ma, secondo gli autori, ha il limite di puntare sulla competitività senza rafforzare la dimensione sociale e democratica dell’UE mentre occorre un’unione sociale europea fondata su welfare, lavoro, redistribuzione e maggiore integrazione politica.
Silvia Righi e Alberto Rinaldi sostengono che alle elezioni politiche del 2027 l’Europa non potrà rimanere un tema marginale, perché le principali sfide economiche, sociali e geopolitiche si giocano a livello europeo. Il Rapporto Draghi mostra questa consapevolezza ma, secondo gli autori, ha il limite di puntare sulla competitività senza rafforzare la dimensione sociale e democratica dell’UE mentre occorre un’unione sociale europea fondata su welfare, lavoro, redistribuzione e maggiore integrazione politica.
Roberto Antonio Romano rilegge il pensiero di Federico Caffè alla luce delle trasformazioni del lavoro contemporaneo: precarietà, salari stagnanti, frammentazione produttiva e indebolimento della rappresentanza sindacale. Caffè concepiva l’economia come disciplina civile, legata a democrazia e giustizia sociale. In un contesto segnato dalla globalizzazione del capitale e dalla debolezza delle istituzioni europee, il suo riformismo resta un riferimento per ripensare lavoro, welfare e democrazia economica.
Roberto Antonio Romano rilegge il pensiero di Federico Caffè alla luce delle trasformazioni del lavoro contemporaneo: precarietà, salari stagnanti, frammentazione produttiva e indebolimento della rappresentanza sindacale. Caffè concepiva l’economia come disciplina civile, legata a democrazia e giustizia sociale. In un contesto segnato dalla globalizzazione del capitale e dalla debolezza delle istituzioni europee, il suo riformismo resta un riferimento per ripensare lavoro, welfare e democrazia economica.
FOCUS
Luigi Di Cataldo approfondisce le intersezioni tra capitalismo delle piattaforme, razzismo istituzionale e lavoro migrante basandosi su un lavoro quinquennale di ricerca sul settore dell’online food delivery in Italia. Di Cataldo sottolinea in particolare che i servizi forniti dalle catene di approvvigionamento nascondono emarginazione sociale, violazioni di diritti, sfruttamento fisico e psicologico e conclude che la nozione di "racial platform capitalism" è una chiave concettuale rilevante per comprendere lo scenario trasformativo contemporaneo.
FOCUS
Giovanni Carnazza e Francesco Tomasone sostengono che il nuovo quadro europeo di governance economica va incontro alle stesse problematiche del passato ed è ancora imperniato su parametri di finanza pubblica ereditati da un contesto storico non più attuale. I due autori mostrano che il livello del rapporto debito/Pil non è neutrale rispetto agli effetti delle regole fiscali: oltre una certa soglia, queste regole rischiano di produrre effetti pro-ciclici, ostacolando la stabilizzazione macroeconomica proprio quando sarebbe più necessaria.
FOCUS
Daniele Ballerini e Giuseppe Pignataro affrontano il tema del merito esaminando i percorsi concreti degli studenti, dalla scuola superiore all’università sulla base di dati AlmaDiploma, Università di Bologna e AlmaLaurea. I due autori mostrano come i risultati raggiunti maturino all’interno di una storia fatta di scelte scolastiche, condizioni familiari, opportunità ricevute e ostacoli incontrati. Ne deriva una riflessione sull’importanza di orientamento, tutoraggio e politiche educative che accompagnino gli studenti prima che le disuguaglianze si consolidino.
CONTRAPPUNTI
Alfio Mastropaolo torna a riflettere sul referendum dello scorso marzo e sostiene che il suo risultato si presta a essere, con cautela, confrontato con quello delle elezioni politiche del 2022. Da quel confronto Mastropaolo desume che gli orientamenti degli elettori non sono cambiati granché a Nord, al Centro e al Sud ma la parte più dinamica del paese sembra essere il Sud. La lettura di questi risultati porta a ritenere che i risultati delle prossime elezioni, e la possibilità per l’opposizione di vincerle, dipendano dal Sud.
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