Giovanna Leone ci parla di zio Vinicio. È questo il nome con cui Federico Caffè veniva chiamato in famiglia. A trentanove anni dalla sua misteriosa scomparsa il Menabò ha chiesto a sua nipote Giovanna, psicologa, di parlarci di lui. E Giovanna ci dice cose che aiutano a capire perché dopo trentanove anni molti continuano – talvolta anche senza averlo conosciuto - a ricostruire, attraverso i ricordi di Caffè, la propria vita, le proprie scelte, le proprie convinzioni.
Giovanna Leone ci parla di zio Vinicio. È questo il nome con cui Federico Caffè veniva chiamato in famiglia. A trentanove anni dalla sua misteriosa scomparsa il Menabò ha chiesto a sua nipote Giovanna, psicologa, di parlarci di lui. E Giovanna ci dice cose che aiutano a capire perché dopo trentanove anni molti continuano – talvolta anche senza averlo conosciuto - a ricostruire, attraverso i ricordi di Caffè, la propria vita, le proprie scelte, le proprie convinzioni.
Sandro Trento, presentando il suo libro "Capitalismo carismatico", argomenta che il capitalismo sta cambiando forma: emerge un sistema centrato sui fondatori, sul controllo e sulla gestione della conoscenza. I fondatori diventano attori quasi sovrani, legittimati da una visione carismatica del futuro. Il dominio di dati e infrastrutture genera oligopoli della conoscenza e riduce la concorrenza. Il problema non è solo economico, ma politico: cambiano i rapporti tra impresa, mercato e democrazia.
Sandro Trento, presentando il suo libro "Capitalismo carismatico", argomenta che il capitalismo sta cambiando forma: emerge un sistema centrato sui fondatori, sul controllo e sulla gestione della conoscenza. I fondatori diventano attori quasi sovrani, legittimati da una visione carismatica del futuro. Il dominio di dati e infrastrutture genera oligopoli della conoscenza e riduce la concorrenza. Il problema non è solo economico, ma politico: cambiano i rapporti tra impresa, mercato e democrazia.
Emilio Carnevali parte dall’osservazione che lo studio comparativo di sistemi economici alternativi (per lungo tempo incentrato sul confronto fra socialismo e capitalismo) è scomparso dalle aule universitarie dopo il crollo del Muro di Berlino e la fine del socialismo reale. Carnevali sostiene che si tratta una grave perdita perché la "Comparative Economics", opportunamente intesa, può ancora essere di grande utilità, soprattutto considerando che crescono i motivi di insofferenza verso lo status quo.
Emilio Carnevali parte dall’osservazione che lo studio comparativo di sistemi economici alternativi (per lungo tempo incentrato sul confronto fra socialismo e capitalismo) è scomparso dalle aule universitarie dopo il crollo del Muro di Berlino e la fine del socialismo reale. Carnevali sostiene che si tratta una grave perdita perché la "Comparative Economics", opportunamente intesa, può ancora essere di grande utilità, soprattutto considerando che crescono i motivi di insofferenza verso lo status quo.
Gianfranco Viesti, dopo aver sottolineato che il voto referendario del 22-23 marzo è stato sorprendente e interessante, riflette su un aspetto del voto che considera della massima importanza: il forte contributo degli elettori del Sud alla vittoria del NO. Molti meridionali hanno votato invece di astenersi. Un comportamento inatteso, che merita riflessioni e valutazioni attente, sia per capire le dinamiche socio-politiche che attraversano il Mezzogiorno, sia in prospettiva delle prossime elezioni politiche.
Gianfranco Viesti, dopo aver sottolineato che il voto referendario del 22-23 marzo è stato sorprendente e interessante, riflette su un aspetto del voto che considera della massima importanza: il forte contributo degli elettori del Sud alla vittoria del NO. Molti meridionali hanno votato invece di astenersi. Un comportamento inatteso, che merita riflessioni e valutazioni attente, sia per capire le dinamiche socio-politiche che attraversano il Mezzogiorno, sia in prospettiva delle prossime elezioni politiche.
FOCUS
Paolo Carnazza analizza il Libro Bianco sulla politica industriale, elaborato dal Centro Studi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e pubblicato alla fine di gennaio del corrente anno a distanza di 15 mesi dal Libro Verde. Dopo aver esaminato i principali contenuti del nuovo Documento, Carnazza espone alcuni dubbi sulla sua effettiva utilità come strumento operativo per la definizione di una "nuova politica industriale" in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo.
FOCUS
Dario Togati presenta la tesi centrale del suo libro "Il capitalismo fragile. La crisi della fiducia e l’America di Trump" (Diarkos, 2026) che include anche vivaci inserti grafici di Davide Borella. Contrariamente a quanto molti sostengono, Togati afferma che Trump non è “pazzo”, ma segue una logica che è bene comprendere anche per accrescere l’efficacia della critica: Trump cerca di rimediare alla crisi di fiducia prodotta soprattutto dall’incapacità del capitalismo americano di offrire un ‘salario giusto’ ai lavoratori.
FOCUS
Irene Michelin, Filippo Gioachin e Paolo Barbieri presentano le evidenze di un recente studio comparativo tra Germania e Regno Unito, sugli svantaggi associati all’ ingresso nel mercato del lavoro con un titolo di studio superiore a quello richiesto per l’occupazione che si andrà a svolgere (sovra-istruzione) e sulle conseguenze per la mobilità sociale nei primi dieci anni di carriera. Gli autori sottolineano l'importanza della configurazione istituzionale e riflettono sul ruolo del merito.
CONTRAPPUNTI
Silvia Filippi, Bruno Gabriel Salvador Casara, Caterina Suitner e Anne Maass riassumono i risultati di tre loro studi, condotti intervistando più di 900 persone, pubblicati in un articolo sul "Journal of Community & Applied Social Psychology", sulle ragioni della scarsa popolarità delle imposte progressive. La ragione principale viene individuata nel disagio cognitivo ed emotivo che suscita la loro complessità. Dunque la chiarezza comunicativa, riducendo quel disagio, può favorire la partecipazione democratica informata.
Menabò
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