Alessandro Bellocchi e Giuseppe Travaglini intervengono sulla “remigrazione” presentata, in particolare da alcune forze della destra radicale, come una risposta ai problemi economici e sociali del Paese. Ma i dati raccontano una storia diversa. In un’Italia che invecchia, gli immigrati regolari sono parte della popolazione attiva e della base occupazionale. Rimuoverli ridurrebbe il Pil reale pro capite di circa il 5,4%, quasi 1.800 euro l’anno per persona: una perdita, invece del promesso guadagno collettivo. Valutazione economica e questione morale finiscono dunque per convergere.
Alessandro Bellocchi e Giuseppe Travaglini intervengono sulla “remigrazione” presentata, in particolare da alcune forze della destra radicale, come una risposta ai problemi economici e sociali del Paese. Ma i dati raccontano una storia diversa. In un’Italia che invecchia, gli immigrati regolari sono parte della popolazione attiva e della base occupazionale. Rimuoverli ridurrebbe il Pil reale pro capite di circa il 5,4%, quasi 1.800 euro l’anno per persona: una perdita, invece del promesso guadagno collettivo. Valutazione economica e questione morale finiscono dunque per convergere.
Roberto Antonio Romano e Anna Maria Variato nella seconda parte del loro articolo sulla Magnifica Humanitas si chiedono: che cosa accomuna Babele, Neemia e l’economia dell’intelligenza artificiale? E rispondono: più di quanto sembri. La prima parte dell’articolo si è interrogata sul governo dell’innovazione, ora la questione è ancora più radicale: quale futuro stiamo
costruendo e quale umanità vogliamo rendere possibile? Radicale perché le società avanzano grazie non soltanto alle tecnologie, ma anche alle visioni del futuro che scelgono di coltivare.
Roberto Antonio Romano e Anna Maria Variato nella seconda parte del loro articolo sulla Magnifica Humanitas si chiedono: che cosa accomuna Babele, Neemia e l’economia dell’intelligenza artificiale? E rispondono: più di quanto sembri. La prima parte dell’articolo si è interrogata sul governo dell’innovazione, ora la questione è ancora più radicale: quale futuro stiamo
costruendo e quale umanità vogliamo rendere possibile? Radicale perché le società avanzano grazie non soltanto alle tecnologie, ma anche alle visioni del futuro che scelgono di coltivare.
Stefano Fassina sostiene che l’insostenibilità della regolazione neoliberista ha fatto sì che tornasse
la storia e, con essa, l’urgenza per la politica di riconquistare il primato sull’economia. A tal fine, dopo aver ricordato le varie esperienze di “programmazione economica” nel nostro paese tra la fine della seconda guerra mondiale e il 1978 e aver indicato la ragione principale dei loro deludenti risultati, Fassina afferma che oggi è necessaria la rigenerazione di una cultura della programmazione, nella consapevolezza della forza dei mercati assoluti e della distanza delle principali leve di policy.
Stefano Fassina sostiene che l’insostenibilità della regolazione neoliberista ha fatto sì che tornasse
la storia e, con essa, l’urgenza per la politica di riconquistare il primato sull’economia. A tal fine, dopo aver ricordato le varie esperienze di “programmazione economica” nel nostro paese tra la fine della seconda guerra mondiale e il 1978 e aver indicato la ragione principale dei loro deludenti risultati, Fassina afferma che oggi è necessaria la rigenerazione di una cultura della programmazione, nella consapevolezza della forza dei mercati assoluti e della distanza delle principali leve di policy.
Silvana Cirillo ci parla di Teresa Mattei e di Bruno Sanguinetti, attivissimi resistenti antifascisti, menti organizzatrici e protagonisti di molti importanti eventi negli anni ’43-44, il più sconvolgente dei quali fu l’attentato a Giovanni Gentile. Cirillo ci aiuta a saperne di più della vita di Teresa, la
più giovane donna costituente, e, soprattutto, ci fa conoscere Bruno Sanguinetti, suo marito. Dai
ricordi che ha raccolto da loro figlio Gianfranco apprendiamo che Bruno fu uno di quei giovani di grande valore e coscienza che persero in vari modi la vita, ma guadagnarono a tutti la Patria.
Silvana Cirillo ci parla di Teresa Mattei e di Bruno Sanguinetti, attivissimi resistenti antifascisti, menti organizzatrici e protagonisti di molti importanti eventi negli anni ’43-44, il più sconvolgente dei quali fu l’attentato a Giovanni Gentile. Cirillo ci aiuta a saperne di più della vita di Teresa, la
più giovane donna costituente, e, soprattutto, ci fa conoscere Bruno Sanguinetti, suo marito. Dai
ricordi che ha raccolto da loro figlio Gianfranco apprendiamo che Bruno fu uno di quei giovani di grande valore e coscienza che persero in vari modi la vita, ma guadagnarono a tutti la Patria.
FOCUS
Paolo Carnazza e Attilio Pasetto osservano come, partendo da due diversi punti di vista, le Considerazioni finali della Banca d’Italia e l’Enciclica "Magnifica Humanitas" concordino nel sostenere che l'IA non solo non sostituisce l’Intelligenza umana ma va governata, non potendo essere considerata un fenomeno esclusivamente tecnico o economico. Per costruire una governance
adeguata è necessario un approccio interdisciplinare su cui convergano forze diverse, provenienti dal mondo laico e cristiano, dandosi vicendevolmente una mano.
FOCUS
Danilo Di Matteo muove dalla considerazione che la rivoluzione d’ottobre fu un evento di libertà, che naufragò presto, anche per il riemergere di tendenze di “lunga durata”. Il Pci, il “partito nuovo”
di Togliatti è riuscito a tessere una trama formidabile di relazioni, rivelatesi preziose, ad esempio, durante i lavori dell’Assemblea costituente, e si tratta anche di relazioni sociali, in particolare con i ceti medi. Pertanto il lascito del “Migliore” non si esaurisce nel "Memoriale di Yalta". L’idea di
democrazia progressiva resta attuale perché pone l’attualissima "questione democratica".
FOCUS
Attilio Marchi riflette sulla pace positiva che non coincide con l’assenza di guerra, ma richiede condizioni sociali, culturali e relazionali che favoriscano una convivenza fondata sul riconoscimento reciproco. La sua costruzione coinvolge istituzioni, politiche pubbliche e diritto internazionale, ma essa prende forma anche nelle relazioni quotidiane. Rileggendo Martin Buber,
Carl Rogers ed Eric Berne, Marchi propone una riflessione sull'intenzionalità come fondamento dell'incontro con l'altro e sul valore della relazione come spazio etico in cui costruire una cultura della pace.
CONTRAPPUNTI
Michele Raitano ricostruisce l'evoluzione della disciplina italiana relativa alla perequazione automatica delle pensioni dal 2000 a oggi e ragiona sulle implicazioni delle diverse modalità di indicizzazione per i conti pubblici, l’equità, la tutela del potere d’acquisto e la protezione dal rischio di povertà. Raitano si sofferma in particolare sulla scelta dell'indice dei prezzi, sul grado di copertura dell'inflazione, sulle diverse conseguenze dei sistemi a scaglioni e per fasce e sul ruolo del "fiscal drag".
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