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È tempo di riconoscere i danni procurati ai giovani dai social media

Maurizio Pugno solleva un problema poco affrontato in economia, pur essendo molto dibattuto in altri campi: i danni procurati ai giovani dall’uso intensivo dei social media, in termini di malessere e problemi educativi, che diventano poi costi per tutta la società e l’economia. Dopo aver esaminato brevemente la rilevanza empirica del problema nei casi degli Stati Uniti e dell’Italia, Pugno sottolinea le importanti implicazioni che il fenomeno ha per l’analisi economica e avanza alcune riflessioni sulla policy che si potrebbe adottare.
Maurizio Pugno solleva un problema poco affrontato in economia, pur essendo molto dibattuto in altri campi: i danni procurati ai giovani dall’uso intensivo dei social media, in termini di malessere e problemi educativi, che diventano poi costi per tutta la società e l’economia. Dopo aver esaminato brevemente la rilevanza empirica del problema nei casi degli Stati Uniti e dell’Italia, Pugno sottolinea le importanti implicazioni che il fenomeno ha per l’analisi economica e avanza alcune riflessioni sulla policy che si potrebbe adottare.
Marino Regini esamina come il PNRR affronta i temi dell’Università e della ricerca. Dopo aver sostenuto che la Missione “Istruzione e ricerca” mira a fare dell’Università il motore di un modello di sviluppo basato su capitale umano e nuove conoscenze prodotte dalla ricerca, Regini indica due limiti principali del Piano: i) l’esclusiva concentrazione sul lato dell’offerta di formazione e ricerca; ii) la mancata considerazione che gli attori chiamati a elaborare e ad attuare le molte misure previste sono largamente impreparati al compito.
Marino Regini esamina come il PNRR affronta i temi dell’Università e della ricerca. Dopo aver sostenuto che la Missione “Istruzione e ricerca” mira a fare dell’Università il motore di un modello di sviluppo basato su capitale umano e nuove conoscenze prodotte dalla ricerca, Regini indica due limiti principali del Piano: i) l’esclusiva concentrazione sul lato dell’offerta di formazione e ricerca; ii) la mancata considerazione che gli attori chiamati a elaborare e ad attuare le molte misure previste sono largamente impreparati al compito.
Christophe Sente sostiene che la risposta alla crisi della democrazia rappresentativa debba essere la cittadinanza economica che, nella sua accezione, si ricollega alla democrazia economica come forma di governance delle imprese. Sente illustra le caratteristiche, le modalità di realizzazione e le molteplici positive conseguenze della cittadinanza economica che assegna ai lavoratori un ruolo più incisivo di quello garantito dalla rappresentanza sindacale e ritiene che di essa si discuta più negli Stati Uniti che non in Europa.
Christophe Sente sostiene che la risposta alla crisi della democrazia rappresentativa debba essere la cittadinanza economica che, nella sua accezione, si ricollega alla democrazia economica come forma di governance delle imprese. Sente illustra le caratteristiche, le modalità di realizzazione e le molteplici positive conseguenze della cittadinanza economica che assegna ai lavoratori un ruolo più incisivo di quello garantito dalla rappresentanza sindacale e ritiene che di essa si discuta più negli Stati Uniti che non in Europa.
Maurizio Franzini e Michele Raitano proseguono il loro tentativo di fare il punto sulla disuguaglianza e la povertà rispondendo a cinque domande. In questa seconda parte le due questioni sulle quali gli autori riflettono sono, rispettivamente, la relazione tra disuguaglianza di reddito e disuguaglianza di benessere, e l’opportunità di valutare la disuguaglianza in base non soltanto alla sua altezza come rilevata dai principali indicatori ma anche dei meccanismi che la generano.
Maurizio Franzini e Michele Raitano proseguono il loro tentativo di fare il punto sulla disuguaglianza e la povertà rispondendo a cinque domande. In questa seconda parte le due questioni sulle quali gli autori riflettono sono, rispettivamente, la relazione tra disuguaglianza di reddito e disuguaglianza di benessere, e l’opportunità di valutare la disuguaglianza in base non soltanto alla sua altezza come rilevata dai principali indicatori ma anche dei meccanismi che la generano.

FOCUS

Gianluca Monturano, Giuliano Resce e Giulia Valeria Sonzogno muovono dalla considerazione che tra le principali critiche al Reddito di Cittadinanza c’è quella di non aver raggiunto i veri poveri. Gli autori, dopo aver ricordato che questa valutazione poggia su microsimulazioni del reddito individuale e va presa con cautela, illustrano un loro lavoro condotto sulla base di dati territoriali e di una misura di vulnerabilità multidimensionale dal quale emerge che il nesso tra bisogno e copertura del Reddito di Cittadinanza è, invece, abbastanza stretto.

FOCUS

Nicola Curci, Marco Savegnago, Giordano Zevi e Roberta Zizza utilizzando BIMic, il modello di microsimulazione della Banca d’Italia, stimano l’impatto sul potere d'acquisto delle famiglie del recente aumento dell'inflazione. Gli autori stimano anche gli effetti di mitigazione dei provvedimenti del Governo e ne valutano le conseguenze distributive mettendo in luce che le politiche rivolte alle famiglie meno abbienti hanno avuto sulla disuguaglianza e sulle finanze pubbliche effetti migliori delle riduzioni generalizzate dei prezzi dell’energia e dei combustibili.

FOCUS

Maurizio Franzini riflette sul ruolo che possono avere fattori operanti dal lato della domanda di lavoro femminile nel determinare l’elevato divario occupazionale di genere che distingue il nostro paese. Dopo aver richiamato l’attenzione sul fatto che in Italia il gap occupazionale è comparativamente più alto anche in assenza di figli, Franzini indica i fattori che possono limitare la domanda di lavoro femminile e le politiche - diverse da quelle, molto importanti, di conciliazione tra famiglia e lavoro - che possono ridurre quel gap.

CONTRAPPUNTI

Gianfranco Viesti, spiega perché le richieste di attuazione dell’autonomia regionale differenziata avanzate dalle regioni Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna sono della massima importanza. E’ così tanto per i profili procedurali di attuazione delle norme, quanto per le implicazioni relative al finanziamento delle nuove competenze, quanto ancora per la grande estensione delle materie coinvolte, che a partire da salute e istruzione coinvolgono tutti i principali ambiti di intervento pubblico nell’economia e nella società.

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